beati gli ultimi

beati gli ultimi perchè saranno i primi. a essere tagliati.

nella finanziaria pare ormai sicuro esserci il taglio delle municipalità.

lasciatemi trenta secondi di benaltrismo, per una volta.

ma dopo averci promesso in tutte le salse l’abolizione delle provincie e la riduzione del numero dei parlamentari, proprio le municipalità dovevano chiudere?

e io adesso che non posso più parlare con toni e ludovica cosa faccio? a chi dico delle buche nelle strade e dei graffiti in calle? Continua a leggere beati gli ultimi

civiche e civette

continuo a ragionare sulle elezioni prossime venture, dopo le puntate su destra e sinistra, tocca agli altri. non il centro però, quello non lo contemplo 🙂

A Venezia negli ultimi anni c’è stata una riscoperta dell’impegno civico da parte dei cittadini.

Personalmente ho vissuto in prima persona la nascita dei 40xVenezia, ma ho anche osservato attentamento altre realtà come Venessia.com, SiAmo Mestre, Mestre Futura e molte altre. Tutte queste realtà stanno cercando di incidere nella vita cittadina ed era inevitabile che, con l’approssimarsi delle elezioni, si iniziasse a parlare di liste civiche. Continua a leggere civiche e civette

Due o tre cose sulle elezioni veneziane (lato PDL)

Qualche giorno fa avevo fatto una riflessione sul lato PD, oggi per par condicio tocca alla destra.

Se il PD piange (link) di sicuro il PDL non ride più di tanto.

In teoria a marzo ci sarà la grandissima possibilità, per il centrodestra, di arrivare per la prima volta al governo di Venezia. Un obiettivo altamente simbolico per la coalizione che da “sempre” è alla guida del Veneto, ma che non è mai riuscita a sfondare nel capoluogo di regione.

I presupposti ci sarebbero tutti; innanzitutto un forte malcontento popolare verso cacciari e la sua giunta che di sicuro non ha amministrato nel migliore dei modi. Cito gli esempi più clamorosi di questi ultimi tempi, dal ponte di Calatrava ai lavori per il tram ancora in corso a pochi mesi dale elezioni; ma con errori e criticità si potrebbe compilare una lunga lista.

Aggiungiamo la consueta indecisione che ha il PD quando deve affrontare le primarie, e tre candidati che di sicuro non brillano per popolarità. Il quadro farebbe pensare al bis delle elezioni provinciali del 2009, vinte dalla candidata leghista Zaccariotto. Continua a leggere Due o tre cose sulle elezioni veneziane (lato PDL)

rien ne va plus


so che scrivere lettere al gazzettino è il penultimo stadio dell’abiezione umana, ma mi sono venuti i 5 minuti e, per la prima volta in vita mia, l’ho fatto.

sul gazzettino dell’11 dicembre c’era un articolo sui rapporti fra il Casinò e una società di comunicazione di Bologna – Adm Com – in cui si racconta “Il contratto di questa società è però rinnovato trimestralmente e recherebbe la firma singola del solo direttore generale, il quale però avrebbe potere di sottoscrivere contratti in firma singola con massimale di 300mila euro, senza passare per il consiglio di amministrazione.”
il giorno seguente arriva un’intervista di “chiarimento” del direttore. da le sue motivazioni sulle scelte fatte ma dice anche la cosa che mi ha fatto inalberare. alla domanda se non è possibile affidare la promozione a personale interno, visto che tra l’altro esiste una vostra società che si chiama Venezia Marketing & Eventi; ha risposto «No, perchè all’interno del Casinò non ci sono le professionlità».

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la resa

Cacciari ha fatto l’ultimo passo verso la definitiva resa culturale nei confronti della lega.

l’ordinanza che blocca la concessione di licenze ai venditori di kebab a Venezia, è un’operazione assolutamente inutile per il contrasto del degrado della città; ma è un chiaro segnale che anche il filosofo massimo è stato conquistato da quello che è ormai il pensiero dominante. la colpa è sempre e comunque dello straniero, il mantenimento del decoro passa attraverso l’estromissione del diverso, e via discorrendo.

come si può puntare il dito contro i kebabbari, in una città dove il mordi e fuggi è la cultura dominante? Continua a leggere la resa

la barca estinta

La barca funebre tradizionale portava i veneziani nel loro ultimo viaggio verso il cimitero di San Michele. Un viaggio silenzioso, fatto con la sola propulsione dei remi, rispettoso del momento luttuoso e della tradizione lagunare veneziana.
L’ultima “barca dei morti” è stata dismessa nei primi anni settanta. Da allora solo sporadicamente i veneziani hanno potuto essere sepolti “da veneziani”. Continua a leggere la barca estinta