si può dire?

spero di non dire qualcosa di inopportuno, ma la vicenda delle liste del PDL a Roma è decisamente emblematica. nessuno lo dice, ma le liste sono state presentate in ritardo perchè fino all’ultimo secondo si dovevano cercare qli equilibri sulla loro composizione.

nessuno dice neanche come sono state raccolte le firme. è possibile che si sia discusso sui nomi fino a venerdì notte, e il sabato mattina ci fossero migliaia di persone in coda per firmare le liste?

o è più verosimile che fossero state raccolte su moduli in bianco, e poi si siano messi i nomi dei candidati?

il rispetto delle regole non è il punto forte dei partiti italiani.

adesso ci maca solo che l’appello a Napolitano, per far ammettere la lista, venga accolto; così poi non si dovranno rispettare queste stupide burocrazie che a me, nostalgico, piace chiamare regole.

rifiuti dei turisti? una risorsa

marghera è sempre al centro dell’attenzione, ma non si capisce mai cosa vi stia succedendo e che futuro potrà avere.

prendiamo due notizie relativamente recenti, una è che nascerà il primo impianto per realizzare energia dalle alghe. buono, forse.

l’altra è la decisione, da parte della regione veneto di riavviare il famigerato inceneritore SG31. male, di sicuro.

la centrale sarà finanziata dall’autorità portuale di venezia per il 51% e dalla enalg di giancarlo giglio e willer bordon (e già qui inizio a sentire puzza di bruciato); e secondo le dichiarazioni produrrà 40MW, ma secondo alcuni il dato è stato pesantemente sovrastimato e si arriverebbe a 7/8, non proprio la stessa cosa. e mica si usano le alghe della laguna, dovrebbero essere coltivate apposta; possiamo solo sperare che non si vada anche ad alterare il già fragile ecosistema lagunare. Continua a leggere rifiuti dei turisti? una risorsa

ali e farfalle

ieri Tiger Woods ha chiesto perdono alla moglie a reti unificate. in america si usa così.

adesso il golfista potrà tornare a prendere palline a mazzate, e i suoi sponsor ricominceranno a riempirolo di dollari. secondo l’autorevole financial times l’avvenimento ha provocato un aumento degli scambi alla borsa di new york. l’unità titola addirittura e la Borsa di NY s’impenna, manco fosse carcarlo pravettoni.

sono solo io a pensare che esagerino un tantinino?

da copenhagen a venezia


L’immagine qui sopra mostra le concentrazioni di diossido di azoto, una buona misura del livello di inquinamento che dobbiamo sopportare. E’ la migliore spiegazione del perché iMille iniziano una piccola serie di incontri sul dopo Copenaghen proprio in due diversi punti della Pianura Padana. Continua a leggere da copenhagen a venezia

le mani sulla città

scopro oggi che a Venezia è stato approvato un progetto per creare un porticciolo per imbarcazioni di lusso di fronte all’Hilton. e pare che presto ne seguirà uno, più grande, a Marghera.

era ora.

da anni dico che in città si deve puntare decisamente sulla diportistica. una attività sostenibile e pienamente in linea con uno sviluppo del famoso turismo di “qualità”.

peccato però che entrambi i progetti siano stati presentati da acqua marcia. la longa manus dei caltagirone si compra un altro pezzettino di città. 

e peccato che, anche questa volta, non c’è stata una pianificazione da parte dell’amministrazione, ma si sono delegate le scelte al privato. questa volta non è il comune, ma l’autorità portuale. ulteriore conferma che il sindaco di venezia non è padrone di casa sua. troppe competenze frastagliate.

l’economia spiegata alle masse: il trust miope

le-tre-scimmiette
lunedì sono uscite le solite dichiarazione che il (futuro) sindaco fa nel week end.

sulla nuova: Casinò. Lei è d’accordo con la privatizzazione?
«Occorre un’azione moralizzatrice. Lì girano troppi soldi, troppo potere. Ci dà risorse preziose, ma deve essere tolto alla gestione pubblica. Farò un blind trust, della gestione non può essere responsabiale il sindaco. Altra novità che intendo introdurre, la due diligence sul bilancio comunale. Affideremo l’analisi dei conti alla più grande società d’Europa e vedremo cosa ne esce». Continua a leggere l’economia spiegata alle masse: il trust miope