Riscoprire l’acqua

Indovinate per chi ho scritto questo!

Nei miei ultimi post mi sto divertendo a parlare di visione futura, ma mi sembra doveroso ricordare che c’è anche un passato da conoscere e considerare sempre.

Non dimentichiamo che siamo una città d’acqua, e intendo Venezia, Mestre, Marghera, Fusina, San Giuliano. Corpi che a volte paiono estranei ma trovano un fortissimo legame proprio dall’affacciarsi sulla stessa laguna. Continua a leggere Riscoprire l’acqua

Pensare avanti

 

 

Per luminosigiorni

L’enorme limite della classe dirigente attuale è che pensa solo al presente, al massimo alla settimana prossima, e questo ha causato la totale mancanza di prospettiva per lo sviluppo della città; per rimediare a questa situazione serviranno anni di lavoro, serio e meticoloso, solo per creare i presupposti per lo sviluppo futuro. La città va prima ripensata e poi cambiata radicalmente, e non si può non iniziare dalla mentalità di amministratori e abitanti.

Si lavori ad una visione futura in tempi rapidi, ma con la consapevolezza che prima di considerarci realmente entrati nel terzo millennio dobbiamo iniziare un percorso di una buona amministrazione che ricostruisca il rapporto cittadini/amministratori; per farlo bisogna tornare al rispetto delle regole, in primis da parte dei governanti, e ripristinare un clima di legalità diffusa in una città ormai priva di valori e di senso etico.

Ricostruire ideali e valori, attorno ai quali tutti noi Veneziani e oltre, ci si senta come appartenenti ad una comunità.

Costruire un’idea di città non significa decidere dall’alto quali attività dovranno esserci qui o lì; la politica deve garantire i presupposti perché le idee si realizzino, non imporle. Non facciamoci prendere dalla smania di decidere tutto a tavolino: “qui il biofood, li le nanotech, sull’isoletta la produzione culturale”.

Compito della Politica è  tracciare la linea che permetta lo sviluppo di iniziative; garantire i possibili investitori; creare un humus che favorisca l’attrazione dei talenti (nel senso di Florida/Tinagli). Non pianificare tutto a tavolino.

Le competenze tecniche, specie di architetti ed ingegneri, non servono per decidere che indirizzo dare al territorio, servono per realizzare in seguito. Al centro dev’esserci il “Politico”, inteso come rappresentante del cittadino, della polis; è il “Politico” che da la visione, il tecnico che la realizza.

C’è la necessità di guardare molto avanti, non solo alle modifiche migliorative dell’esistente, ma ad avere proprio una visione completamente diversa e innovativa.

Faccio pochi esempi dei mille possibili. Non capisco perché si debba discutere se ampliare i parcheggi di Piazzale Roma o farne uno nuovo a Santa Marta; stiamo sempre a questionare su piccole modifiche dell’esistente. La risposta potrebbe essere: nessuno dei due, per dire; spostiamo tutto quello che ha ruote da Marghera in poi. E così Piazzale Roma e Santa Marta la potremo usare per la residenza, o per un centro direzionale, o per il nuovo casinò.

Fantascienza? No, se a Marghera ci si potrò arrivare con altri mezzi e altri tempi rispetto a oggi; sublagunare o hovercraft non cambia molto, l’importante è che non sia l’autobus lento, strapieno e puzzolente che c’è adesso.

Com’è la situazione di oggi per la mobilità?

Quali sono i punti fermi da cui partire?

Non tutto si può creare ex novo, alcune scelte sono già state fatte, molte opere realizzate, bisogna tenere conto di quelle più importanti.

La metropolitana regionale di superficie è in enorme ritardo ma già pianificata; il tram in lavorazione con il tracciato più o meno stabilito; Venezia avrà l’unica stazione stazione della TAV del Veneto forse vicino all’aeroporto.

Nel caso la TAV non si fermi in città, ha ancora senso ragionare sul futuro delle stazioni Santa Lucia e Mestre? tre stazioni non diventerebbero un lusso insostenibile? Forse è meglio individuare una zona raggiungibile da acqua (magari da sotto l’acqua) e terra, magari intorno al Vega dove far nascere un’unica stazione che unifichi le funzioni di tutte e tre. Da li far partire poi tutte le linee di metro leggera per collegare Tessera e Venezia.

E Piazzale Roma? Adesso che c’è il nuovo ponte si nota ancora di più come sia un’area da ripensare radicalmente, e fra poco sarà completamente trasferita li vicino anche la cittadella della giustizia.

E poi, decisione strettamente legata al resto, la marittima. Cosa vogliamo li nel 2.050? Ancora  il porto turistico o è meglio spostarlo a Marghera e pensare altre destinazioni?

Tanti punti di domanda, a cui dare le risposte dopo aver condiviso un percorso che dia degli obiettivi primari alla città.