beati gli ultimi

beati gli ultimi perchè saranno i primi. a essere tagliati.

nella finanziaria pare ormai sicuro esserci il taglio delle municipalità.

lasciatemi trenta secondi di benaltrismo, per una volta.

ma dopo averci promesso in tutte le salse l’abolizione delle provincie e la riduzione del numero dei parlamentari, proprio le municipalità dovevano chiudere?

e io adesso che non posso più parlare con toni e ludovica cosa faccio? a chi dico delle buche nelle strade e dei graffiti in calle?

tornando seri, e un po’ cinici, devo dire che non mi dispiace la cosa. pare che le sei municipalità veneziane costino circa 5 milioni di euro, non pochi. soprattutto considerando gli scarsissimi poteri che hanno.

non credo ne sentiremo più di tanto la mancanza, come non ne sentivamo più di tanto la presenza fino ad oggi. per segnalare i problemini adesso c’è Iris; per lamentarci, i consiglieri comunali non sono di sicuro irraggiungibili come i parlamentari; gli uffici per i cittadini resteranno, e così via…

si apre però un problema di rapporto istituzioni cittadini; forse è meglio dire che si acuisce, visto che la rappresentatività delle municipalità non era così sentita. i cittadini sono sempre più informati e consapevoli e non si accontentano più di assistere da lontano alle decisioni della politica; chiedono di essere ascoltati, vorrebbero poter dare delle valutazioni sui progetti e  magari essere consultati prima che si dia il via a progetti che cambieranno radicalmente il territorio.

penso al quadrante di tessera o alla sublagunare; mi pare perlomeno inopportuno dare il via ai lavori senza aver nemmeno informato la città su quali saranno costi e benefici dell’operazione. la decisione dall’alto è legittima ma contribuisce ad alimentare lo scollamento, sempre più evidente, fra politica e società civile.

una frattura che, negli ultimi anni, ha fatto nascere e prosperare innumerevoli associazioni e movimenti in città con la speranza di riuscire a far sentire nuovamente la voce di noi cittadini. associazioni e movimenti che ritengo dovranno essere sempre più ascoltati dalla politica in futuro. la mia speranza è che la prossima amministrazione decida di avviare un dialogo serio con queste realtà che ben rappresentano i veneziani; magari spingendosi fino alla creazione di una consulta che le riunisca tutte (o almeno ci provi) e che faccia da interlocutore dell’amministrazione.

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