X Factor 6: trionfa Pierluigi

Negli ultimi tempi leggo una quantità esagerata di status e tweet su X Factor 6 e sul fatto, contestatissimo, che Gori e campo Dall’Orto aiutano Renzi nella sua campagna elettorale. Spesso provengono dalla medesima persona, curioso.

Per chi non lo sapesse Gori è stato responsabile dei palinsesti Fininvest, poi direttore di Canale 5 dal ’91 per fondare in seguito Magnolia; Campo Dall’Orto è stato direttore di MTV dal ’97 e poi di La7; mai in Mediaset, ma i commentatori gli attribuiscono soprattutto quel passato.

Io, quel tipo di televisione diciamo che non la amo; proprio ai tempi di Gori ho rinunciato, per sempre, ad avere il televisore in casa. Ma non per questo non riconosco che i due sappiano fare il loro mestiere, e anche molto bene. Programmi come l’isola dei famosi sono criticabili nei contenuti ma non nella realizzazione, e Gori ha inventato Mentana e lavorato con Freccero a Rete 4 facendo cose interessanti.

Sotto la loro direzione i rispettivi canali sono cresciuti moltissimo negli ascolti e nella raccolta pubblicitaria e hanno rappresentato modelli da (purtroppo) imitare; ma non è possibile criticare le persona per questo, vero che il modello di televisione adottato non era propriamente culturale ed educativo ma si tratta di aziende private che devono fare l’interesse degli azionisti prima che del pubblico. Che poi, MTV e La7 sono sempre state ammirate, anche da certi intellettuali di sinistra.

Discorso diverso sarebbe stato se le medesime logiche le avessero adottate per la RAI, visto che è una televisione pubblica non dovrebbe avere come ultimo fine la raccolta pubblicitaria, anche se troppo spesso questo si limita a fare. Anzi, se oggi si decidesse di trasformare la RAI, magari cedendo un paio di reti e mantendo le altre finanziate dallo Stato e senza pubblicità, e i due venissero messi a dirigerla con ampi poteri e con un forte mandato di puntare ad una televisione di qualità sono convinto che ne farebbero una gran bella televisione e forse cambierei idea sul farla entrare in casa mia.

Fatto questo lunghissimo preambolo, non capisco in cosa stia sbagliando Renzi. Per fare una campagna elettorale sono indispensabili anche specialisti in comunicazione e televisione, e affidarsi a degli esperti invece che a funzionari di partito ai miei occhi rappresenta esclusivamente un merito.

tutto cominciò con l’iPod

Cosa cambia con il successo dei tablet rispetto a ierilaltro? È vero che il web è moribondo, ed entriamo nella Post PC Era? Ho provato a scriverne per il blog di K.com

Alzi la mano chi di voi ha ordinato un iPad2 e lo sta ancora aspettando. Lanciato da più di un mese sta replicando il successo di vendita del primo modello, aumentando ancor di più la diffusione dei tablet a discapito dei vecchi portatili. Si comincia a sospettare che non sia una moda passeggera, ma una vera rivoluzione destinata a modificare i nostri comportamenti.

Oltre alle caratteristiche dello strumento, non così diverso da un tradizionale netbook, c’è un aspetto che merita qualche riflessione più approfondita. L’iPad ha reso ancora più familiare l’uso delle Apps, apparentemente anche a discapito del web tradizionale. Le applicazioni presentano alcuni vantaggi, ma sono veramente destinate a far morire il web? Continua a leggere tutto cominciò con l’iPod

giovani?

i casi sono due.

o io ho un problema lessicale o qualcun altro ha problemi anagrafici.

Bersani e la sua segreteria di giovani sperimentati e anche il candidato Orsoni e la sua squadra per metà di giovani quarantenni.

e l’altra metà? ottuagenari per compensare l’inesperienza, presumo.

il mio commento: “io non sono giovane. io non sono giovane. io non sono giovane.”

provate a ripetere con me: “io non sono giovane. ”

facile, vero?