Libertà di start up

Io con le startup ho già dato, ma ho dato volentieri una mano a scrivere questa lettera agli amici di srl facile e la pubblico anche qui a casa mia.

Lettera Aperta al Governo Monti

Ultimamente si parla molto di innovazione, di cambiamento e di produttività come basi per rilanciare l’Italia. Troppo spesso, però, si tratta solo di annunci a cui non seguono fatti.

L’Italia è sempre meno competitiva sul piano industriale ed è scesa all’87esimo posto nella classifica della “facilità” di fare business. Serve un’inversione di tendenza subito, altrimenti i giovani italiani continueranno a dover emigrare per cercare soddisfazioni sul lavoro, e l’Italia si impoverirà ancora più in fretta.

Quello che noi chiediamo è un passo legislativo semplice, economico, equo, e soprattutto concreto per favorire la nascita e lo sviluppo delle startup in Italia con tutte le potenziali ricadute positive per l’economia nazionale.

Proponiamo:

  • Un costo di costituzione della SrL di un centinaio di Euro – più bassa è la cifra, meglio è.

  • Una riduzione drastica della burocrazia coinvolta – l’operazione dovrebbe essere fattibile via web in poche ore e non dovrebbe essere obbligatorio il coinvolgimento di altre figure professionali.

  • L’eliminazione del capitale sociale.

Il costo della costituzione di una SrL deve essere una cifra bassa che non crei ostacoli per nessuno, non un insieme di tasse e spese obbligatorie (notaio, commercialista, ecc…) che al momento supera largamente i 3.000 euro.  Se poi si vuole scegliere di chiedere l’aiuto di uno o più professionisti, sicuramente si farà meglio, ma deve rimanere una libertà di scelta, non un’imposizione.

Per ridurre la burocrazia e la modulistica, proponiamo di estendere le potenzialità di strumenti già esistenti, come per esempio Telemaco, il sistema che permette di eseguire alcune operazioni con le Camere di Commercio senza bisogno di pratiche cartacee o intermediari.

Crediamo inoltre che il “capitale sociale” obbligatorio dovrebbe essere eliminato per le Srl, essendo, al giorno d’oggi, uno strumento largamente superato. Infatti, 10.000 euro non offrono concrete garanzie a creditori o lavoratori, ma rappresentano spesso una barriera insormontabile per chi non dispone di molti soldi.

Sappiamo che esistono forme societarie più semplici, ma le Società in nome collettivo (Snc) e le Società in accomandita semplice (Sas) sono pensate per una attività di famiglia, non per entità commerciali capaci di ricevere investimenti, vendere quote, e crescere per diventare realtà che vadano oltre un gruppo molto ristretto di persone.

Tabella 1. Comparativa dei costi per l’apertura di una Srl in Italia e negli Stati Uniti d’America.

Le semplificationi e facilitazioni qui proposte non sono un’utopia. Rispecchiano semplicemente la realtà che esiste già da tempo in altri paesi. In alcuni stati degli USA creare una Limited Liability Company (LLC) costa solo 100 dollari, ed è tutto fattibile via web (https://secure.sos.state.or.us/ABNWeb/). I prezzi sono simili in Inghilterra, e anche Germania e Francia si stanno muovendo in questa direzione: i primi hanno creato la forma aziendale “UG” per le nuove aziende e i secondi hanno eliminato il capitale sociale minimo.

Crediamo che ridurre il costo della costituzione di una SrL contribuisca a creare un paese più equo. Costituire un’azienda non è certo un passo difficile per le persone benestanti, ma per le persone meno abbienti, le cifre in gioco diventano molto rilevanti e difficili da spendere in qualcosa di intangibile.  Se guardiamo i costi di costituzione della Srl rispetto a una mensalità delle entrate del nucleo familiare medio, vediamo che sono cifre molto difficili da sostenere per la famiglia media:

Tabella 2. Comparativa dei costi di costituzione di una Srl negli Stati Uniti d’America e in Italia. Il costo è espresso in termini di mensilità media per unità familiare.

In Italia, invece, chiedendo cifre così alte si ottiene il risultato di bloccare la nascita di nuove aziende, contribuendo alla stagnazione dell’economia aziendale nazionale. All’estero nascono migliaia di imprese lanciate da ragazzi e ragazze neolaureati, che non hanno alcun capitale alle spalle, ma solo una buona idea e capacità e competenze tecniche.

Creare un nuovo business non è mai facile – anzi! Tuttavia, chiedere di spendere migliaia di euro solo per ottenere la base legale su cui appoggiare i propri affari (senza contare i costi aggiuntivi che arrivano prima che l’azienda sia avviata come le spese previdenziali e gli anticipi IVA) è una buona ricetta per fare in modo che non nascano nuove imprese.

Costituire una azienda per sviluppare una buona idea commerciale dovrebbe essere una opportunità alla portata di tutti nella società italiana. Promuovere l’imprenditoria rendendola economicamente possibile è una ricchezza culturale e sociale a cui l’Italia non puo’ e non deve più rinunciare.

Abbassare le barriere di accesso all’attività imprenditoriale non significa in alcun modo eliminare o rilassare i controlli nè tanto meno promuovere attività non produttive. Poter aprire facilmente una Srl significa permettere ai giovani di verificare in modo veloce ed efficiente la bontà dell’idea imprediditoriale. Sarà poi il mercato a decidere se questa meriti di svilupparsi, supportata da una realtà aziendale capace di maturare. Analogamente, la possibilità di controllare la legalità della condotta societaria non è intaccata dalla semplificazione delle procedure per la creazione di una Srl.

Al giorno d’oggi, per creare una startup che operi sul web, o crea applicazioni per dispositivi “mobile”, gli investimenti sono minimi (tab. 1). Spesso, una scrivania e un computer sono sufficienti per far nascere realtà che, una volta consolidate, potrebbero dare lavoro a centinaia di persone. Non siamo più negli anni ‘70, quando gli impianti produttivi rappresentavano il costo principale, enormemente maggiore del costo di costituzione della società, che diventava così irrilevante.

Mentre è vero che molti imprenditori – ma, purtroppo, sempre di meno – “ce la fanno comunque”, la sfida della competitività si vince soprattutto pensando alle aziende non nate, come diceva già Federic Bastiat in “quello che si vede e quello che non si vede”.  Quanti giovani hanno detto, davanti a questi ostacoli, “dai, meglio andare a lavorare con mio padre”, o “troppo difficile creare qualcosa di mio, accetto l’offerta di lavoro” oppure “in Italia non ce la farò, vado in Inghilterra”.  Chissà quante ipotetiche Apple, Facebook e Google italiane sarebbero potute nascere.

In Italia non mancano le competenze, non mancano le persone esperte in tanti campi, non manca la volontà di lavorare, ma sono necessari dei cambiamenti importanti per sprigionare il talento e trasformarlo in innovazione, produttività e una società migliore per tutti i cittadini.

Firmato,

Il Gruppo SrlFacile – http://www.srlfacile.org

le cose cambiano

da oggi è nuovamente online il sito de iMille.

non più movimento politico come nei quattro anni passati, ma uno spazio aperto per chi pensa che la politica, sia una attività nobile attraverso la quale operare per la difesa e la promozione di interessi e valori.

un blog che non racconterà le cose per il gusto di farlo, ma per il gusto di cambiarle, e dove ogni tanto scriverò anch’io.

buona lettura!

raw, data, now!

I dati sono in ogni aspetto della nostra esistenza, in ogni aspetto del lavoro e del tempo libero, e non stiamo parlando solo del numero di posti da cui arrivano i dati, stiamo parlando di connetterli gli uni agli altri. E quando connetti i dati, ottieni un potere in un modo che non succede semplicemente con il web, coi documenti. Fai venir fuori questa immensa potenzialità. Così, siamo arrivati al punto in cui è è necessario agire — le persone che pensano sia una grande idea.

così parlò Tim Berners Lee.

la versione integrale e un po’ di ragionamenti a casa del benemerito Gigi Cogo

resistenza in rete

non voglio invitarvi alla disubbidienza civile o a diventare partigiani contro questo governo; anche se a pensarci bene non sarebbe una brutta idea. me la annoto.

voglio, semplicemente, segnalare la nascita di un blog che ci promette di lasciarci tutti senza parole. lo ha aperto una staffetta partigiana, di quelle vere, una che la resistenza l’ha vissuta veramente.

da notare che è madre di due dei miei blogger preferiti, corrado e alberto. dev’essere una questione di DNA.

da copenhagen a venezia


L’immagine qui sopra mostra le concentrazioni di diossido di azoto, una buona misura del livello di inquinamento che dobbiamo sopportare. E’ la migliore spiegazione del perché iMille iniziano una piccola serie di incontri sul dopo Copenaghen proprio in due diversi punti della Pianura Padana. Continua a leggere da copenhagen a venezia