Venezia, una città senza presente.

Neanche in agosto ci siamo fatti mancare la polemica del giorno. Anzi sta durando da una settimana e non accenna a diventare meno furiosa.

Hanno tolto le protezioni alla nuova ala dell’Hotel Santa Chiara e i veneziani si sono scatenati in maniera assolutamente trasversale. Dal sostenitore di Italia Nostra al fuxia più convinto ci si è lanciati in una gara all’insulto più fantasioso e colorito. E si sono sprecati gli osanna a Sgarbi per aver detto che è peggio del pur tanto brutto e inutile ponte di Calatrava. Che poi su tante cose cattive che si possono dire di quel ponte proprio brutto e inutile… Continua a leggere Venezia, una città senza presente.

Suicidio politico

Negli scorsi mesi abbiamo assistito al suicidio politico di Felice Casson, e con lui del PD cittadino.
Hanno condotto una campagna nel modo peggiore possibile arrivando al ballottaggio con un vantaggio molto più ridotto di quanto si potesse immaginare, e neanche dopo quell’enorme campanello d’allarme sono riusciti a cambiare passo.
Ricordiamoci che i sondaggi a disposizione dello staff di Casson facevano sperare addirittura ad una vittoria al primo turno e che a metà marzo Brugnaro era quasi un perfetto sconosciuto per la città. Poi lo sfidante ha investito cifre irraggiungibili; ma per limitare le perdite non sarebbero servite risorse economiche, sarebbero bastate le idee.
La faccio breve, ma sugli errori di comunicazione si potrebbe scrivere una enciclopedia. Continua a leggere Suicidio politico

Un SI per Casson

Come tutti sapete domenica noi veneziani siamo chiamati ad esprimerci sul quesito: “vuoi tu, o elettrice/elettore, che dopo 25 anni il PD continui ad amministrare la città?”.
Almeno questo è quello su cui stanno martellando da mesi i sostenitori del cambiare tanto per cambiare, quelli che addossano qualsiasi problema abbia avuto, abbia o avrà la città al Partito Democratico. Continua a leggere Un SI per Casson

Il mio voto per Jacopo

Per Luminosi Giorni

Mi sembra giusto spiegare perché spero che il prossimo sindaco di Venezia sia Jacopo Molina, domanda che torna spesso. E spero che leggendo questo venga voglia anche ad altri amici di votarlo alle primarie, e magari anche di dargli una mano a farsi conoscere meglio.

C’è una premessa importante, che spero servirà anche ad evitare attacchi pretestuosi. Voterò Molina malgrado sia del PD. Qui a Venezia usciamo da vent’anni in cui il PD e i suoi antenati hanno fatto gravi danni; abbiamo un deficit di bilancio di oltre un miliardo di euro, la città perde abitanti in maniera tragica, il turismo non è stato minimamente gestito ed è solo fonte di disagio, sulle partecipate meglio stendere un velo pietoso, il Comune si sta vendendo i pezzi pregiati, mancano politiche sui trasporti, l’abusivismo dilaga… un quadro sconsolante che fa venire voglia di un cambiamento radicale. Continua a leggere Il mio voto per Jacopo

post elezioni: niente sarà come prima

Niente sarà come prima

Per fortuna ho aspettato il week end elettorale prima di scrivere questo post.

La settimana scorsa avrei scritto che per le prossime comunali di Venezia, manca solo un anno ormai, si stava delineando uno scenario molto poco rassicurante. Ero convinto che la partita si sarebbe giocata fra PD e M5S e che avesse un destino molto incerto. Continua a leggere post elezioni: niente sarà come prima

Contorta SI! Caotorta NO! La terra dei cachi

Negli ultimi mesi in città si è parlato solo dello scavo del canale “Contorta”, come se il destino della città dipendesse esclusivamente da quest’ultimo.

Il fronte del NO al Contorta ha aggregato un discreto numero di cittadini e raccolto firme in tutto il mondo, come risposta i fautori del progetto hanno lanciato una contro-petizione che ha raggiunto anch’essa migliaia di adesioni.

Quello che manca nel dibattito è un ragionamento sul crocierismo e i suoi legami col turismo più in generale. Continua a leggere Contorta SI! Caotorta NO! La terra dei cachi

Vaporetto dell’arte. Vera gloria?

Nei giorni scorsi sono usciti i primi dati economici sul tanto chiacchierato vaporetto dell’arte. Bene, secondo ACTV da quando è partito al 30 settembre sono stati incassati 500 mila euro, e si prevedere di arrivare a 700 per la fine dell’anno. Sempre secondo ACTV tale cifra consente di raggiungere il pareggio; concludono dicendo che l’esperimento è stato un successo.
Bene, non voglio entrare nel merito delle dichiarazioni, prediamole per buone.

Aver raggiunto il pareggio il primo anno è positivo? Se si fosse trattato di un investitore privato direi di si, soprattutto se si registra un trend in crescita che lasci sperare di migliorare l’anno prossimo; ma un privato avrebbe anche dovuto comprare i vaporetti, creare una struttura amministrativa, affidarsi ad una rete di vendita dei biglietti, pagare la pubblicità nei pontili. ACTV ha conteggiato tutti questi costi? Non si sa, nelle dichiarazioni non ho letto nulla e non ho trovato tracce sul sito. E sì che tale informazione è fondamentale, perché a seconda del criterio usato per calcolare i costi cambia radicalmente il risultato.
Altra cosa non proprio da sottovalutare. È stato calcolato il minor incasso per le altre linee? Chi ha preso il vaporetto dell’arte ha evitato di pagare 7 euro per i vaporetti normali.

Ma prendiamo sempre per buone le dichiarazioni ufficiali e facciamo finta che il pareggio sia reale; possiamo noi proprietari di ACTV (sì, perché ACTV è anche mia e tua come cittadini) essere soddisfatti? Cosa ci aspettiamo noi dall’azienda pubblica di trasporto?
Non certo che faccia operazioni in pareggio a favore dei turisti.

Obiettivo del vaporetto dell’arte era anche, o soprattutto, decongestionare le linee usate anche dai cittadini, e questo obiettivo è clamorosamente fallito. I turisti che hanno scelto la linea dedicata sono stati poche centinaia al giorno, e onestamente sull’1 non si è notata la loro mancanza.

X Factor 6: trionfa Pierluigi

Negli ultimi tempi leggo una quantità esagerata di status e tweet su X Factor 6 e sul fatto, contestatissimo, che Gori e campo Dall’Orto aiutano Renzi nella sua campagna elettorale. Spesso provengono dalla medesima persona, curioso.

Per chi non lo sapesse Gori è stato responsabile dei palinsesti Fininvest, poi direttore di Canale 5 dal ’91 per fondare in seguito Magnolia; Campo Dall’Orto è stato direttore di MTV dal ’97 e poi di La7; mai in Mediaset, ma i commentatori gli attribuiscono soprattutto quel passato.

Io, quel tipo di televisione diciamo che non la amo; proprio ai tempi di Gori ho rinunciato, per sempre, ad avere il televisore in casa. Ma non per questo non riconosco che i due sappiano fare il loro mestiere, e anche molto bene. Programmi come l’isola dei famosi sono criticabili nei contenuti ma non nella realizzazione, e Gori ha inventato Mentana e lavorato con Freccero a Rete 4 facendo cose interessanti.

Sotto la loro direzione i rispettivi canali sono cresciuti moltissimo negli ascolti e nella raccolta pubblicitaria e hanno rappresentato modelli da (purtroppo) imitare; ma non è possibile criticare le persona per questo, vero che il modello di televisione adottato non era propriamente culturale ed educativo ma si tratta di aziende private che devono fare l’interesse degli azionisti prima che del pubblico. Che poi, MTV e La7 sono sempre state ammirate, anche da certi intellettuali di sinistra.

Discorso diverso sarebbe stato se le medesime logiche le avessero adottate per la RAI, visto che è una televisione pubblica non dovrebbe avere come ultimo fine la raccolta pubblicitaria, anche se troppo spesso questo si limita a fare. Anzi, se oggi si decidesse di trasformare la RAI, magari cedendo un paio di reti e mantendo le altre finanziate dallo Stato e senza pubblicità, e i due venissero messi a dirigerla con ampi poteri e con un forte mandato di puntare ad una televisione di qualità sono convinto che ne farebbero una gran bella televisione e forse cambierei idea sul farla entrare in casa mia.

Fatto questo lunghissimo preambolo, non capisco in cosa stia sbagliando Renzi. Per fare una campagna elettorale sono indispensabili anche specialisti in comunicazione e televisione, e affidarsi a degli esperti invece che a funzionari di partito ai miei occhi rappresenta esclusivamente un merito.