Che futuro per il palazzo del cinema del Lido?

Cosa manca oggi alla Mostra internazionale di arte cinematografica del Lido di Venezia?

Apparentemente niente, o poco. Come prestigio è una delle tre più importanti del mondo, insieme a Cannes e Berlino. Ha una eco formidabile sui media di tutto il mondo e riesce ad attrarre ogni anno anteprime di film importanti che cercano il lancio sui mercati internazionali.

Ma frequentata con occhi da addetto ai lavori possibilità di migliorare se ne vedono.

Da alcuni anni a questa parte è meno frequentata e meno vivace; un po’ per colpa della crisi, sia globale sia del settore cinematografico in particolare, un po’ per alcuni limiti strutturali. Sono sempre più rari gli operatori che si trasferiscono al Lido per 15 giorni, la maggior parte fa toccata e fuga, solitamente durante il primo week end.

Anche le presentazioni dei film sono sempre più dimesse; vero che le presenze sul red carpet non mancano, ma le case di produzione organizzano meno frequentemente feste di lancio in grande stile, e, a dirla tutta, hanno tagliato pesantemente anche sugli uffici stampa. Pochi anni fa la norma era organizzare interviste con regista e attori per tutti i media del mondo, oggi spesso ci si limita alla conferenza stampa ufficiale.

Dall’anno scorso la Biennale, proprio per contrastare questa tendenza, ha deciso di puntare in maniera più decisa sulla crescita del mercato all’interno della Mostra, ma si scontra con diverse problematiche. Ad esempio con la mancanza di spazi adeguati; oggi l’Industry Office è situato all’Excelsior, e cambia collocazione ogni anno in cerca di una sua identità e degli spazi più adatti. Servono senza dubbio delle sale per proiezioni private rivolte ai buyer, ma anche postazioni per la visione singola dei film inseriti nella library; oggi ci sono ma in spazi condivisi e non con un ambiente riservato.

Anche per le case di produzione si potrebbe prevedere la possibilità di essere presenti con degli Stand; oggi mancano spazi e all’Excelsior i costi sarebbero troppo elevati, ma se si offre una opportunità di visibilità per chi è intenzionato a vendere i propri film si può pensare di incrementare le presenze sia per il numero sia per la durata.

Quindi più che l’originaria idea, già tramontata per altri motivi, di costruire una nuova sala ancora più grande delle attuali mi pare opportuno pensare alla creazione di spazi, di dimensioni contenute, pensati per gli addetti ai lavori. Spazi che avrebbero maggior facilità di essere utilizzati anche nel resto dell’anno rispetto alla terza sala da centinaia, o migliaia di posti.

Obiettivo deve essere sì far crescere la Mostra del Cinema, ma soprattutto creare una opportunità per il Lido. Pensiamo a cosa ha fatto Torino con il cinema (e anche con il cibo, ma è un’altra storia) creando un settore produttivo partendo quasi dal nulla e creando i presupposti per attrarre economie; a Venezia, al Lido, c’è la possibilità di fare operazioni simili visto il richiamo intrinseco della città. Magari in scala ridotta.

Ad esempio, una volta creati gli spazi adatti, si potranno studiare altre forme di festival e mercati specializzati; in Italia manca un mercato per la produzione televisiva o per le tecnologie di settore, o anche un festival – con mercato – del cortometraggio di livello internazionale (c’era Circuito Off proprio qui a Venezia, ma si è ridotto). Per il documentario c’è Italian Doc Screenings che però è itinerante e da una collocazione stabile in laguna trarrebbe indubbi benefici. E nulla vieta di pensare a forme completamente nuove, come una festival delle serie TV, vera moda del momento, o delle produzioni per il web.

Oltre che su festival e mercati si può puntare su altri elementi. Ad esempio si potrebbe creare un polo di formazione cinematografica; Venezia è perfetta per tenere Workshop di altissimo livello, perché i potenziali docenti e discenti qui vengono molto volentieri, potendo abbinare lavoro a vacanza. La Biennale lo sta facendo per altri settori, e ha iniziato anche a proporre workshop e scuola nel periodo della Mostra, probabilmente è interessata ad estendere tale attività anche ad altri periodi. Come, sempre la Biennale, potrebbe accettare di creare al Lido un centro per la consultazione del suo archivio storico del cinema; cosa che se abbinata alla casa del cinema, alla mediateca regionale, all’archivio montanaro o altri soggetti potrebbe creare un centro di consultazione di altissimo livello.

So già che obiezione arriverà. Ma al Lido vuoi mettere tutte queste belle robe? Ma lo sai che è fuori del mondo? Obiezione anche sensata, ma se non si inizia a pensare all’isola come ad una parte della città resterà sempre più emarginata.

Nota: sono solo spunti da approfondire, ma tutti pensati tenendo sempre presente sia l’attrattiva che gioca Venezia a tutti i livelli, sia le potenzialità ricettive del Lido fuori stagione. E visto che proprio in questi giorni la politica cittadina ha aperto il confronto con la cittadinanza sul futuro del Lido mi pareva opportuno rendere pubbliche le mie riflessioni e spero che venga convocato anche un tavolo con gli addetti ai lavori della città, visto che il futuro non si può immaginare senza cinema.

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