civiche e civette

continuo a ragionare sulle elezioni prossime venture, dopo le puntate su destra e sinistra, tocca agli altri. non il centro però, quello non lo contemplo 🙂

A Venezia negli ultimi anni c’è stata una riscoperta dell’impegno civico da parte dei cittadini.

Personalmente ho vissuto in prima persona la nascita dei 40xVenezia, ma ho anche osservato attentamento altre realtà come Venessia.com, SiAmo Mestre, Mestre Futura e molte altre. Tutte queste realtà stanno cercando di incidere nella vita cittadina ed era inevitabile che, con l’approssimarsi delle elezioni, si iniziasse a parlare di liste civiche.Fra i personaggi noti in città Salvadori, attualmente assessore al decoro, non demorde e ha radunato i propri sostenitori per lanciare la volata. Peccato che dopo tutti gli anni passati sotto i riflettori non gli creda più nemmeno il suo specchio. Ha avuto la possibilità di incidere realmente nella vita cittadina, ma il progressivo degrado è sotto gli occhi di tutti e non depone a favore dell’operato suo assessorato.

Invece Pizzigati, dopo tutte le polemiche sul casinò, pare si sia ritirato in buon ordine. Meglio così visto che da lui non ci si poteva aspettare molto, da anni è coinvolto in diversi livelli nell’amministrazione pubblica ma non ha saputo incidere positivamente, se non finanziando (con soldi non suoi) diverse realtà sportive e culturali.

Inevitabili saranno invece le liste civetta collegate ai candidati dei partiti. A destra (vedi immagine e conta il numero di assessori e consiglieri presenti) è già sceso in campo D’Anna già promotore della lista pro Zaccariotto in provincia, a sinistra non mancheranno di rispondere a tono. Ad esempio Pighin con la sua SiAmo Mestre, dopo aver speso una barca di soldi per comprare pagine sui queotidiani locali ha dimostrato quale era il suo obiettivo: saltare sul carro del (crede lui) vincitore e si è immediatamente alleato con l’UDC per sostenere Orsoni, anche se sta cercando di dettare alcune condizioni tipo l’assenza di rifondazione nella coalizione.

Queste liste avranno il sicuro effetto di raccogliere voti da parte di persone conosciute provenienti dalla società civile, e di sostenere con quelli i candidati Sindaco dei partiti, ma arrivare a definirle vere e proprie liste civiche mi pare difficile.

Come lista dura e pura non mancherà quella a cinque stelle dei Grilli Venezia, non paiono avere grande seguito e notorietà in città, ma il nome di Beppe Grillo abbiamo già visto che riesce a portare un discreto consenso; qualche punto percentuale lo raccoglieranno e forse basterà per ottenere un consigliere comunale, ma difficilmente poi questo inciderà nel governo della città.

Ultima ho lasciata una esperienza che sto seguendo in prima persona. A maggio Emanuele Dal Carlo ha lanciato un appello per creare una lista che raccolga diverse realtà associative e cittadini attivi. La sua richiesta ha avuto successo ed è nata “Una Grande Città” lista che, ad oggi, mette insieme due associazioni veneziane – Venezia in movimento e Fronte x Venezia, e due mestrine – Mestre futura e Mestre una grande città. E sottolineo proprio la localizzazione delle associazioni perchè aver superato il dualismo fra Venezia è Mestre lo considero un ottimo risultato di questa iniziativa.

I presupposti per fare di questa lista una reale alternativa ai partiti ci sono, a partire dal numero di associati delle quattro realtà che supera abbondantemente le tremila persone. In un comune dove votano poco più di centomila elettori è già una base di partenza molto buona.

Una Grande Città però si trova davanti a sfide complesse per potersi affermare. Prima di tutto il programma; non sarà facile rendere omogenei i desiderata di associazioni che rappresentano territori e percorsi politici estremamente diversi. E una volta sciolto il “nodo programma” si presenterà la sfida definitiva, ovvero la scelta dei candidati. Non tanto il candidato Sindaco, importante ma che non potrà avere notorietà di un Cacciari o un Brunetta, ma un gruppo di candidati e sostenitori che possa dimostrare valori etici e capacità amministrative superiori a quelle espresse dai partiti locali.

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