decoubertianiani?

pierre_de_coubertinBene.

Ormai l’annuncio di Cacciari e Galan della candidatura di Venezia per le olimpiadi del 2020 è cosa ampiamente digerita. Lì per lì ha sorpreso i più; e ammetto che neanche io me l’aspettavo una uscita così tempestiva; dichiararlo appena proclamata la sede del 2016 ha dimostrato un indubbio tempismo. Chapeau!

A un mese di distanza, sono sfumate anche le polemiche sul, ridicolo, balletto di pretendenti italiane: Roma , Palermo , Bari.

Adesso inizia la lunga attesa; il nome della città candidata (una sola) si saprà solo dopo marzo 2010, dopo le elezioni amministrative. Quello che sappiamo per certo già oggi è che le prossime (nel 2012) si svolgeranno a Londra, e quindi in Europa. E che per il 2020 si profila una candidatura asiatica di indubbio fascino e prevedibile forza, Hiroshima/Nagasaki.

Come è evoluta la mia opinione in questo, pur breve, periodo?

A caldo ho pensato che fosse una fantastica opportunità, del resto chi mi frequenta sa che parlo della necessità di un grande evento internazionale a Venezia, e avevo buttato lì anche una ipotesi Olimpiadi almeno un anno fa.
Lo ritengo l’unico modo di fare una radicale trasformazione della città in tempi relativamente brevi. E di un riassetto, non piccoli aggiustamenti, molto radicale sono convinto che abbiamo necessità.

Mi è piaciuto molto anche il fatto che si parli di olimipiadi del nordest, con Venezia pronta a mettere il suo “brand” a disposizione di un territorio molto più vasto. Ritengo che il ruolo di Venezia debba essere questo in futuro, fare da riferimento e “ragazza immagine” per il territorio circostante, ma essendo al centro dei progetti.

Non come oggi quando c’è un puro sfruttamento del nome Venezia da parte delle realtà della zona.

Anche a mente fredda resto dell’idea che le Olimpiadi qui sarebbero una grandissima occasione. Mi è sorto però un enorme dubbio dovuto al fatto che ritengo molto improbabile che si torni in Europa dopo soli otto anni.

E non dimentichiamo che il progetto è stato lanciato da Cacciari e Galan. Per pura coincidenza entrambi sono in scadenza a marzo, e non proprio sulla cresta dell’onda. Non per pensar male, ma suona un po’ da boutade preelettorale. Se avessero indicato come data il 2024 sarebbero stati più credibili, ma la data era un po’ troppo in là per aprire un comitato e l’effetto elettorale sarebbe svanito.

Vero che lo spirito olimpico, De Coubertin insegna, dice che l’importante è partecipare. Ma che ne verrebbe a me cittadino?

Meglio iniziare a ragionare ed investire su una candidatura al 2024 o anche 28, e sul periodo più breve concentrarsi sulle possibilità che offre la Expo 2015 (a Milano, ma con forti ricadute anche qui) o “Venezia capitale della cultura 2019”, questa sì ottenibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *