Un SI per Casson

Come tutti sapete domenica noi veneziani siamo chiamati ad esprimerci sul quesito: “vuoi tu, o elettrice/elettore, che dopo 25 anni il PD continui ad amministrare la città?”.
Almeno questo è quello su cui stanno martellando da mesi i sostenitori del cambiare tanto per cambiare, quelli che addossano qualsiasi problema abbia avuto, abbia o avrà la città al Partito Democratico.
E io voterò un SI convinto, perché non mi è mai piaciuto il partito dei NO.
E lo farò perché la realtà è molto più complessa di come la si dipinge e non tutto nella vita, e in politica, può essere ridotto a bianco e nero, o meglio a rosso e non rosso.
Intanto se si deve accusare di qualcosa il PD è, invece, di non aver inciso abbastanza nel governo della città; con gli ultimi Sindaci il partito si è colpevolmente limitato a coltivare l’orticello personale di alcuni dei propri esponenti, a crescere piccoli centri di potere personali, ad avere vantaggi e vantaggini, ma non ha mai provato a costruire e realizzare un progetto per la città. Colpa gravissima intendiamoci, ma da addebitare non al partito in quanto entità monolitica ma a buona parte della sua classe dirigente.
Oggi il PD non è più così compatto; la vecchia guardia non è più egemone e sta crescendo al suo interno una nuova classe dirigente, decisamente migliore sotto tutti gli aspetti; nuova classe dirigente che in caso di successo al ballottaggio sarà degnamente rappresentata in Consiglio Comunale e potrà proseguire l’opera di rinnovamento che ora è solo agli inizi.
E fin qui la premessa.
Però il motivo del mio voto è un altro. Domenica dobbiamo scegliere fra due diversi candidati Sindaco; due diverse persone con caratteristiche personali e percorsi agli antipodi. E fra i due la mia scelta va decisamente a Felice Casson.
Il punto fondamentale è che in questo momento Venezia ha assolutamente come bisogno prioritario quello di ritrovare l’etica perduta; in campagna elettorale si è sentito parlare tantissimo di sicurezza, ma se non si recuperano prima i valori morali ed etici è inutile ragionare di legalità o sicurezza; sono solo parole al vento.
È vero che questo dovrebbe essere un prerequisito, come si sente dire spesso in questi giorni soprattutto da parte di chi non lo possiede; ma è ancora più vero che nella politica italiana questo prerequisito è quasi sempre assente e trovare una persona che lo soddisfi in pieno rappresenta già un bel motivo per stare tranquilli sul suo operato futuro; se la stella polare dell’amministrazione sarà l’etica potremo stare tranquilli che non si prenderanno decisioni avventate e avventurose come troppo spesso accaduto in passato.
Casson in questo mi garantisce in pieno, e sono sicuro inizierà anche il percorso per introdurre trasparenza e merito all’interno dell’amministrazione comunale; percorso che attendiamo da troppi anni.
Non è esattamente il Sindaco che sognavo, manca un pizzico di “prospettiva”, ma viste le condizioni attuali del Comune è più importante avere la certezza che ci sia chi lavora per riportarci ad una condizione di normalità ed uscire dall’emergenza che lanciarsi nel vuoto.
Poi, Casson ha anche altre caratteristiche che personalmente mi piacciono; è persona pacata e riflessiva, conosce a fondo la città e le sue problematiche, ha ottima dimestichezza con il quadro legale in cui dovrà operare…
Cose che non guastano.
Ma c’è un ultimo punto che è stato fondamentale perché io non mi limiti a votarlo in silenzio ma abbia deciso di schierarmi con convinzione in questa fase di ballottaggio.
Io voglio fermamente che la mia città sia aperta ed inclusiva; che sia una città che si rapporta alla pari con le grandi città del ventunesimo secolo.
Voglio vivere in una città che permetta di avere un luogo di culto ad una minoranza religiosa.
Voglio vivere in una città che non faccia scoppiare il conflitto sociale se si devono ospitare poche decine di profughi.
Voglio vivere in una città che non urli e strepiti contro i bangla e strizzi l’occhio a mille altre forme di illegalità.
Voglio vivere in una città che non lanci le crociate contro la teoria Gender, che per inciso non esiste.
Voglio vivere in una città accogliente e tollerante anche verso tutto ciò che si discosta da quello che è normale secondo alcuni dei suoi abitanti..
Mi merito una città migliore 🙂

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