Il mio voto per Jacopo

Per Luminosi Giorni

Mi sembra giusto spiegare perché spero che il prossimo sindaco di Venezia sia Jacopo Molina, domanda che torna spesso. E spero che leggendo questo venga voglia anche ad altri amici di votarlo alle primarie, e magari anche di dargli una mano a farsi conoscere meglio.

C’è una premessa importante, che spero servirà anche ad evitare attacchi pretestuosi. Voterò Molina malgrado sia del PD. Qui a Venezia usciamo da vent’anni in cui il PD e i suoi antenati hanno fatto gravi danni; abbiamo un deficit di bilancio di oltre un miliardo di euro, la città perde abitanti in maniera tragica, il turismo non è stato minimamente gestito ed è solo fonte di disagio, sulle partecipate meglio stendere un velo pietoso, il Comune si sta vendendo i pezzi pregiati, mancano politiche sui trasporti, l’abusivismo dilaga… un quadro sconsolante che fa venire voglia di un cambiamento radicale.

Aggiungiamo l’affaire Mose, che ha portato alla fine ingloriosa della precedente Giunta, e si capisce perché  molti veneziani sono infuriati con tutto il PD e lo considerano esclusivamente un gruppo di ladri. So che non vale la pena sprecare parole per ricordare che anche per gli indagati dovrebbe valere la presunzione di innocenza, ma il punto non è quello. Nel senso che anche se le accuse di finanziamento illecito si riveleranno infondate resta un giudizio politico estremamente negativo sugli episodi; anche le somme ricevute in maniera legale da Consorzio Venezia Nuova sono estremamente gravi dal punto di vista etico; trovo inammissibile che un partito, o un candidato, accettino una donazione di 110 mila euro (la cifra regolarmente registrata) per la campagna elettorale; soprattutto da un ente che si sa essere finanziato con soldi pubblici.

Delle ultime amministrazioni non mi è assolutamente piaciuta neanche la gestione delle nomine a tutti i livelli, sempre incentrate sulla fedeltà e mai sulla competenza; forse il motivo principale della crisi di oggi.

Sarebbero degli ottimi motivi per decidere di dare il voto per avere un’alternanza di Governo che qui in città manca da troppo tempo. Ma perché ci sia alternanza bisogna essere (almeno) in due; invece fra chi si dovrebbe proporre come alternativa non vedo niente di interessante; a destra ci sono diversi candidati dichiarati o potenziali, ma non se ne vede uno che possa aggregare uno schieramento attorno ad una idea politica forte; le civiche sono appunto le, tante e destinate ad essere irrilevanti; i m5s hanno adottato la strategia del Lemming e cercano in tutti i modi di suicidarsi, in particolare annunciando le loro primarie aperte ai cittadini per poi farsele stoppare da Grillo senza dare una spiegazione chiara, e non facendosi mancare i litigi fra candidati su Facebook.

Mi pare quasi scontato che anche a questo giro vincerà il candidato del centrosinistra, quindi è meglio provare a fare in modo che vinca le primarie il migliore fra i tanti candidati possibili.

Oltre al calcolo di “opportunità” io sono convinto che nel PD ci siano tantissime persone capaci ed oneste e che non sia corretto accostarli ad altri che, pur nello stesso partito, sono quasi più rivali politici che compagni di strada. Persone spesso giovani e preparate, non i classici soggetti che non hanno una carriera al di fuori della politica; e se questi riuscissero a prendere il posto della vecchia classe dirigente sono sicuro farebbero molto meglio.

E ricordiamoci sempre che nel PD si faranno le primarie per scegliere il candidato, soluzione che prima o poi diventerà indispensabile per tutte le forze politiche ma che oggi è dirimente per far capire quali partiti abbiano interesse ad ascoltare e coinvolgere gli elettori e quali non ne siano capaci. Queste primarie si presentano come interessanti e combattute; oltre a Jacopo c’è già la certezza che correrà anche Casson, e pare si presenteranno anche uno o due fra Simionato, Pellicani, Ferrazzi, Pelizzato. Non tutti questi mi piacciono, e qualcuno difficilmente  riuscirei a votarlo alle elezioni, ma la possibilità di scelta è incomparabilmente di qualità più alta rispetto agli altri fronti.

Perché ho scelto Molina fra le varie possibilità?

Lo conosco da anni ed è una persona di cui mi fido, so che ha i suoi limiti, ma so anche che ha alcune caratteristiche molto importanti:

Credibile: lo è per la sua storia che dimostra come non abbia avuto timore a mettersi anche contro il proprio partito quando non era d’accordo su decisioni prese e voleva mantenere la coerenza con le proprie idee;

Pragmatico: è una persona con i piedi ben piantati per terra e che non si
lancia in fantasie irrealizzabili, conosce bene i limiti in cui può operare il Comune e farà tutto il possibile per sfruttarli fino in fondo;

Competente: è avvocato esperto di diritto amministrativo e che per la professione è entrato in contatto con molte delle problematiche della città, ha anni di esperienza in consiglio comunale che lo hanno portato a conoscere a fondo sia i meccanismi della politica sia la macchina burocratica;

Onesto: in passato ha rinunciato a molti possibili vantaggi personali per poter continuare il proprio percorso politico senza compromessi e a testa alta. Le offerte non gli sono mancate sia da parte dei partiti sia delle partecipate, ma ha sempre rifiutato con decisione.

Proprio per queste sue caratteristiche sta facendo una campagna elettorale molto concreta e senza voli di fantasia; a lui non sentirete promettere che Marghera diventerà in 5 anni la capitale della green economy o delle startup tecnologiche, oppure l’istituzione del numero chiuso per Venezia o chissà quale altra idea sparata solo perché suona bene. Come non lo sentirete promettere 5 mila appartamenti in più per i residenti.

Porta avanti  un discorso responsabile come promettere almeno un residente in più a Venezia e uno a Mestre, o garantire il massimo impegno per risanare il bilancio anche senza fondi dalla legge speciale, il censimento e il pieno utilizzo delle residenze di proprietà comunale, l’attivazione immediata del piano per lo sviluppo di Marghera. Obiettivi concreti e raggiungibili.

Soprattutto sui contributi dallo stato è decisamente l’unico a dire con chiarezza ed onestà che la città deve essere in grado di far quadrare i conti anche nel caso non arrivassero; basterebbe fare i tagli giusti sugli sprechi e i venti milioni scarsi l’anno, che tutti gli altri candidati invocano, diventerebbero ininfluenti. Poi se arrivano meglio, modi utili per utilizzarli si possono trovare, ma non se sono già destinati a coprire una spesa corrente fuori misura. Questo secondo me è un passaggio che lo differenzia in maniera dirimente dai suoi concorrenti.

Ha chiaramente detto che al centro della sua azione in caso di elezione ci saranno due assessorati chiave, quello a bilancio e partecipate e quello a turismo, cultura ed eventi; mi pare un’ottima idea puntare su una azione unitaria in questi ambiti che in passato sono stati gestiti in maniera non coordinata.

In più, vero motivo della mia scelta, è un vero candidato di discontinuità rottura; anche se ha fatto il suo percorso all’interno del PD non è mai stato ben visto dal vecchio gruppo dirigente e molto spesso è andato in contrasto con loro senza preoccuparsi delle conseguenze per se stesso.

In questo inizio di campagna elettorale non ha avuto paura di mettersi contro parti del PD affermando con decisione che nella prossima Giunta non deve esserci spazio per chi ha già fatto l’Assessore o ha avuto ruoli di rilievo, e ha detto con ancora più decisione che anche nelle partecipate “si deve cambiare non solo musica, ma anche suonatori”. Con lui si può essere sicuri che ci sarà un ricambio radicale sia del personale politico sia di dirigenti del Comune e delle partecipate. E proprio su questo è venuto a mancare Casson che fino ad oggi, non so se per mancanza di coraggio o per calcolo politico,  ha evitato in tutti i modi di irritare i colleghi di partito, compresi gli impresentabili.

Grazie a queste caratteristiche Jacopo è la persona giusta per garantire la buona amministrazione (è un buon padre di famiglia…) che vuol dire mettere a posto il buco di bilancio, rendere trasparente ed efficiente la pubblica amministrazione, disboscare e far funzionare le partecipate valorizzando le risorse interne; e anche per garantire quel ricambio oggi indispensabile alla città.

Per me è abbastanza. Anzi è decisamente molto visto come siamo stati abituati.

Se vi ho almeno incuriosito vi consiglio di leggere anche questo post di Marco Caberlotto e di seguire Jacopo sul suo sito, o sulla sua pagina Facebook.

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