Lo stallo del Casinò

Versione integrale del comunicato stampa inviato ai giornali e pubblicato in versione ridotta dopo la nomina del Direttore Generale da il Gazzettino e GiocoNews.

Da circa due anni si è costituito un gruppo di lavoro del PD del casinò di Venezia. Il lavoro sinora svolto è stato quello di avviare un confronto aperto, vero, franco, per superare la grave crisi aziendale, rivolto innanzitutto ai vertici del partito democratico metropolitano e comunale e successivamente agli amministratori della città di Venezia.

Il nostro obiettivo primario è che al più presto si avvii un piano industriale di rilancio del Casinò Municipale di Venezia affinché ritorni ad essere una voce d’entrata importante per le casse del comune, come lo è stato sempre. Per il raggiungimento di tale obiettivo, il nostro gruppo si è concentrato sulla raccolta, sullo studio e sull’analisi di dati oggettivi, e ha elaborato due approfonditi documenti: il primo di analisi della situazione aziendale in essere, il secondo di proposte per il rilancio del Casinò.

Nel 2015, prima e durante la campagna elettorale del comune, abbiamo promosso una serie di incontri con politici locali ed organizzato eventi pubblici per portare a conoscenza il nostro lavoro. Lo scorso 23 gennaio, all’officina del gusto a Mestre, abbiamo invitato, amministratori pubblici dei vari livelli istituzionali e tecnici esperti di gioco all’evento “Casinò di Venezia, quale futuro? La nostra casa da gioco nel nuovo scenario nazionale”, per fare il punto della situazione aziendale in essere. Bisogna intervenire con una decisa azione imprenditoriale che inverta il declino degli incassi che perdura ormai da troppi anni.

Dopo la mancata privatizzazione ed il cambio del governo comunale di sei mesi fa, siamo oggi ancora in attesa della nomina del nuovo direttore della casa da gioco e del piano industriale per il suo rilancio. Già un anno fa noi avevamo dichiarato con forza che il nuovo Sindaco avrebbe dovuto agire con decisione per il rilancio dell’azienda già dal giorno dell’insediamento. Nel frattempo i primi provvedimenti del consiglio di amministrazione del casinò colgono alcuni spunti da noi condivisi: riduzione dei costi di funzionamento, stop a consulenze di vario genere.

Non basta. Il casinò ha urgente bisogno di un piano industriale di alto livello e di manager capaci di svilupparlo. A breve termine vanno valorizzate le risorse umane interne, premiato il merito, limitate le rendite di posizione interne che tendono alla conservazione. Bisogna concentrare tutte le energie verso i servizi alla clientela, non limitando l’offerta al solo gioco ma offrendo una ristorazione qualificata, spettacoli, eventi culturali e di intrattenimento di rilievo, massima qualità nell’accoglienza e nell’ospitalità.

A medio lungo termine vanno investite tutte le risorse possibili alla realizzazione di una nuova sede in una posizione strategica, con le infrastrutture necessarie ai moderni casinò: hotel, centro benessere, spazi per spettacoli ed eventi. La sede di Venezia dovrà comunque restare luogo di eccellenza per giocatori di alto livello, di immagine e di rappresentanza non solo per il casinò ma per l’intera città. Se queste saranno le scelte strategiche per il rilancio, ci sarà condivisione da parte di ciascun dipendente, la piena collaborazione degli stessi a favore di un rinnovato impegno, maggiore responsabilità e nuove motivazioni. Rilancio con i lavoratori e non contro i lavoratori.

Ma qualsiasi piano di sviluppo del casinò di Venezia dovrà comunque tenere conto di una situazione nazionale profondamente modificata. Infatti egli ultimi 10 anni Il panorama del gioco d’azzardo in Italia è cambiato moltissimo, il volume del gioco è cresciuto dai 48 miliardi di euro del 2008 agli 88 miliardi del 2015, mentre negli stessi anni i 4 casinò italiani sono passati da 562 a 298 milioni

La crisi economica non ha penalizzato la propensione al gioco d’azzardo, anzi. Ma ha colpito i casinò. Più della crisi quindi ha potuto la fortissima concorrenza delle slot machines, successiva alla loro indiscriminata liberalizzazione. Con 500.000 slot, siamo il paese con più gioco elettronico pro capite al mondo!
Un guadagno per lo stato ma ancora di più per le società che gestiscono quel settore. Gli incassi delle macchinette sono passati dai 61 miliardi del 2010 agli 84 miliardi del 2014, + 40 %; negli stessi anni le entrate fiscali sono pressoché rimaste invariate attorno agli 8,5 miliardi!%, In sintesi il consumo tra il 2004 e il 2010 è aumentato del 220%, mentre l’incremento fiscale solo del 20%!. Lo stato ha si incrementato, seppur limitatamente, le proprie entrate finanziarie, ma si è prodotto un disastro sociale diffuso ed incontrollato. Con il paradosso che i costi sociali ed economici ricadono sulla stessa pubblica amministrazione, strutture socio sanitarie, enti locali.

I numeri ci dicono che è urgente una riforma generale del gioco d’azzardo in Italia, che diminuisca il gioco parcellizzato e lo concentri, tutelandolo, in luoghi sicuri e controllati. I numeri ci dicono che il modello del casinò in generale e nello specifico dei casinò italiani va quindi ripensato.

Pochi sono gli strumenti degli enti locali per limitare la diffusione indiscriminata del gioco. Quasi tutto è nelle mani del governo nazionale, che da una parte dovrà porre rimedio alla liberalizzazione selvaggia di questi anni, dall’altra organizzare una struttura nazionale di controllo e gestione sul modello di altri paesi europei.

Paolo Povolato, Lucio Scarpa, Massimo Vianello, Sabrina Zanetti
Dipendenti Casinò di Venezia, iscritti PD
Venezia 29 gennaio 2016

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *