politica e facebook

Come sappiamo bene, negli ultimi anni il web sta diventando sempre più uno “spazio sociale”, dove esiste vantaggio di attingere ai giudizi di molte persone differenti e dove è sempre più facile condividere idee ed esperienze.

Mai come oggi è stato possibile gestire le relazioni con una molteplicità di persone lontane geograficamente grazie al boom dei Social network, siti che hanno molti utenti e permettono di iniziare e mantenere contatti (per divertimento o per business).

Secondo la Gartner Inc., con l’incremento di traffico che i social network stanno generando su Internet, i partiti politici devono assumere una posizione nei loro confronti. Nonostante i social network abbiano avuto la tendenza a concentrarsi su gruppi demografici più giovani, si stanno espandendo oggi in gruppi più grandi di interesse per una base più estesa.
In particolare Facebook è il sito di social networking più diffuso e che sta crescendo più rapidamente, non solo nel segmento under 30. Le potenzialità di questo contenitore sono enormi perché contiene tutti gli elementi di un sito Web 2.0 maturo. Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto marketing Facebook si presenta come un mezzo potente e conveniente per diffondere idee e messaggi.

Di base Facebook è un sito in cui i membri possono creare il proprio profilo personale, postare foto, inviare messaggi pubblici e privati, condividere interessi iscrivendosi a gruppi e costruire un elenco di amici, aggiungere musica e video alla propria pagina personale. Facebook ha alcuni punti di forza che derivano dall’impostazione di fondo del progetto:

– Innanzi tutto si propone come una piattaforma in grado di costruire una base per aggregare al proprio interno ogni genere di contenuto o applicazione;
– Ha un carattere sociale fortemente accentuato, in cui la logica della condivisione è particolarmente pervasiva
– L’incentivo alla scoperta, alla partecipazione, all’utilizzo e alla diffusione dei contenuti è rafforzato da un’idea molto aperta e libera della distribuzione di massa.
– Tendenzialmente puoi avere tutto quello che vedi, e puoi prenderlo direttamente dal profilo degli altri utenti. In più ogni volta che scegli di utilizzare qualcosa, ti viene caldamente proposto di condividerlo con gli amici della tua lista;
– Il sistema di richieste e notifiche e di messaggistica è piuttosto elaborato e crea una pressione notevole sugli utenti, spingendoli a tornare sul sito molto spesso;
– Il clima è generalmente molto rilassato e orientato all’ironia e al divertimento, in questo modo l’interazione degli utenti è facilitata e spinge a comunicare molto di più, e molto più velocemente rispetto agli altri canali partecipativi sul Web;
– L’alto tasso di esposizione virale, permette una propagazione molto rapida dei contenuti. Una volta che un contenuto viene pubblicato su Facebook, gli utenti possono propagarlo ripetutamente generando una quantità continua di traffico, che può essere indirizzato poi verso un web.
– E, infine, le applicazioni, sono un insieme di widget che possono essere aggiunti ai profili degli utenti. Lo scopo delle applicazioni concretizza i punti cardine del Web 2.0:
Entertainment e generazione di contenuti, ad esempio video, musica, animazioni divertenti per arricchire le pagine personali degli utenti, diffusione di giochi, viral, ecc…;
Strumenti fruibili socialmente, per costruire e rafforzare i collegamenti tra gli utenti attraverso test, giochi e messaggistica;
Strumenti utili per la comunicazione, la promozione e per le cause politiche e sociali.

La mobilitazione politico-sociale ha trovato terreno fertile e, sempre più spesso, gruppi e movimenti impegnati nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su tematiche specifiche si organizzano, comunicano e promuovono iniziative su facebook.

I punti di forza della mobilitazione via Facebook sono
– possibilità di raggiungere e aggregare in modo facile e veloce notevoli quantità di persone. Le liste di amici si espandono secondo meccanismi virali, conosci una persona e accedi alla struttura delle sue relazioni, cercando di coinvolgere anche loro;
ampiezza e caratteristiche della platea: gli utenti Facebook nel mondo sono milioni e fanno parte, per caratteristiche demografiche, economiche e culturali, di quelle frange sociali più sensibili all’impegno e alla mobilitazione con un maggiore potere relativo di incidenza sull’opinione pubblica e sui meccanismo di dinamica sociale;
– facilità e tempestività con cui si possono postare news e interventi;
– appeal socializzante dello strumento, capace di stimolare la sensazione altamente gratificante (e motivante) di appartenere a comunità virtuali collettive integrate intorno a valori, interessi e passioni forti.

Per usare Facebook per mobilitare e sensibilizzare l’opinione pubblica, gli strumenti a disposizione sono molti:
– pubblicare schede di approfondimento, news, commenti e flash di aggiornamento;
– postare foto, video, articoli di giornali e altri documenti;
– organizzare eventi e comunicare appuntamenti;
– creare aree di discussione e approfondimento tematico;
– organizzare cause reali e virtuali.

Case History: Barack Obama
«geni della rete» e venture capitalist californiani hanno portato in dote a Obama la capacità di penetrare nei social network come Facebook che hanno ormai centinaia di milioni di iscritti, il fenomeno più esplosivo del web.
L’intuizione iniziale fu di Mark Gorenberg e Nadine North, un venture capitalist di San Francisco e una «cacciatrice di teste ». È stato il primo passo di una rivoluzione: oggi solo Facebook garantisce a Obama ben 950 mila «amici» (contro i 141 mila pro McCain).
Obama è diventato un candidato Facebook, ha scritto Andrew Sullivan, il collante di un nuovo social network politico che consente a milioni di persone di connettersi e scambiarsi informazioni. L’idea è che la gente si fidi più degli amici che dei giornalisti, degli esperti o di altre autorità distanti che non conosce.
Partendo dalla filosofia di Facebook, Chris Hughes ha costruito il sito internet di Obama in modo rivoluzionario rispetto anche ai più sofisticati prodotti degli altri candidati presidenziali: accanto al più tradizionale sito di informazione sul candidato, con le sue proposte eccetera, è nato My.BarackObama.com, un sito molto avanzato e con grandi valori performativi, soprattutto su un versante: quello della condivisione e della mobilitazione. E questo significa raccolta delle risorse, volontari, marketing virale e, appunto, social networking. E il sito di Obama ha ben implementato tutti questi aspetti, soprattutto devo dire, quelli relativi ai volontari e al marketing virale.
L’idea è di fornire ai militanti gli strumenti per diffondere le idee di Obama e per raccogliere soldi, ma che poi se la sbrighino loro. In questo modo Obama si è anche creato un esercito di 750 mila militanti attivi, ottomila gruppi tematici, oltre 30 mila eventi e quartier generali in ogni stato a costo zero per la sua campagna.

Case History: Walter Veltroni
link da Repubblica e Corriere .
Il boom mediatico dell’intervento di Veltroni su Facebook è giustificato da molti fattori: Facebook odora ancora di esotico per i media italiani, poco avvezzi al rapporto con i new media: e l’esotico fa notizia. E ancora:, Veltroni che parla su Facebok, parla da cittadino e non da capo ufficiale dell’opposizione; e, paradossalmente, in questo momento, l’opinione del cittadino Veltroni può pesare più di quella del Veltroni leader PD. Infine, un fattore simbolico fondamentale. La guerra Mediaset-Youtube implica lo scontro tra vecchi e nuovi media. Per prendere parte nel conflitto, Veltroni sceglie un new media come Facebook, segnalando la sua adesione, non solo a parole ma sostanziale, ad un universo valoriale che implica l’innovazione, la modernità, la libertà di espressione e uno stile giovane di comunicazione.

Letture:

hagakure

politica2.0

ninjamarketing

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