post elezioni: niente sarà come prima

Niente sarà come prima

Per fortuna ho aspettato il week end elettorale prima di scrivere questo post.

La settimana scorsa avrei scritto che per le prossime comunali di Venezia, manca solo un anno ormai, si stava delineando uno scenario molto poco rassicurante. Ero convinto che la partita si sarebbe giocata fra PD e M5S e che avesse un destino molto incerto.

Orsoni, si dice, sta cercando di farsi ricandidare senza passare dalle primarie. Lo statuto del PD lo prevede; un Sindaco uscente, se ha ben amministrato, ha il diritto ad essere riconfermato senza sottoporsi ad un nuovo giudizio dei propri elettori. In fondo Orsoni le primarie precedenti le ha vinte, resta il problema di decidere chi deve essere a giudicare la bontà del suo operato, ma immagino che il gruppo dirigente del PD avrebbe sposato questa tesi pur di essere riconfermato in blocco nei propri posti di comando, assessorati o consigli di partecipate che siano.

Unico possibile ostacolo sarebbe stato un intervento a gamba tesa di Casson, forse l’unico nel PD veneziano con numeri e autorevolezza tali da poter imporre un cambio di programma; l’unico che risulti ancora abbastanza attraente verso gli elettori e rassicurante verso il gruppo dirigente.

Orsoni o Casson quindi. Contro chi? A destra non hanno, e credo non avranno mai, un candidato con un minimo di credibilità. La strada appariva spianata per i 5 stelle come seconda forza, con una possibilità molto concreta di andare al ballottaggio. Orsoni vinse la primo turno, ma ha perso molta della credibilità di quattro anni fa; Casson è stimato ma non abbastanza da ribaltare il giudizio critico sugli ultimi (4? 20?) anni di mediocre amministrazione, difficile immaginare una coalizione oltre il 50%.

E alla lotteria del ballottaggio credo che ogni risultato sarebbe possibile, anche perché gli elettori di destra avrebbero votato chiunque contro Orsoni.

In questo scenario, ahimè, non c’è spazio per il civismo. Non riesco ad immaginare una lista civica che appoggi sinceramente la nomenklatura PD, e i 5 stelle, si sa, corrono da soli per principio. I gruppi di cittadini, e sono molti, che già adesso si muovono in vista del 2015 non avrebbero trovato sponde per far sentire le proprie proposte, e sarebbero solo riusciti a farsi la guerra fra loro per vincere l’ambito titolo di lista più pura del reame.

Oggi tutto è cambiato.

Non che lo scenario appena descritto non sia più realistico, ma vanno fatte alcune considerazioni in merito al risultato di domenica.

Il M5S ha avuto uno stop e da qui ad un anno bisogna capire cosa comporterà questa “sconfitta”, il movimento deve sopportare la sua prima prova di tenuta in situazione di crisi e potrebbe scompaginarsi. Si possono aprire spazi sia per il candidato di centrodestra sia per le innumerevoli liste civiche, nell’improbabile (molto improbabile) caso queste riescano a far fronte comune e a presentare un candidato proprio magari appoggiato anche da qualche partito.

Il PD all’improvviso si ritrova in una posizione di forza che non pensava più di avere. Su scala provinciale ha raccolto il 46% dei voti. Quasi da far venire voglia di correre da soli. Quasi da far pensare di avere la vittoria in tasca, chiunque si candidi.

Io ne do una lettura diversa; il PD parte da una posizione di forza ma solo se riuscirà a capire che la vittoria di domenica è dovuta alla novità portata da Renzi, sia a livello personale sia per aver messo in disparte i vari D’Alema e Rosy Bindi che per vent’anni avevano fatto perdere voti; novità sia nel linguaggio sia nei comportamenti, nei tanti candidati giovani e presentabili messi in lista. E, soprattutto, in appena tre mesi di governo ha messo in cantiere riforme e realizzato più azioni concrete di quante me ne ricordi nei vent’anni precedenti.

Qui a Venezia il PD, per poter replicare il risultato, deve lanciare da subito le sue primarie e renderle il più aperte possibili, in modo da avere candidati di rinnovamento che sappiano ridare fiducia anche ai tanti elettori delusi e che sappiano raccogliere le tante proposte che vengono da anni fatte dai cittadini e che fino ad oggi sono state ignorate se non derise. Non ci sono tante figure con questi requisiti, il PD ha sempre cercato di ammazzarle nella culla; ma ci sono mesi di tempo perché chi ha qualità riesca ad emergere e a diventare un candidato credibile in una competizione interna.

Alle primarie i votanti sono ridotti, e mediamente più informati, rispetto alle elezioni vere e proprie e i casi di giovani o underdog che la spuntano sono numerosi. E con la legittimazione ottenuta dalla votazione “interna” la campagna elettorale vera e propria inizia in discesa, solo Bersani è riuscito a distruggere il vantaggio che aveva nei tre mesi prima delle elezioni. E comunque avere un candidato di rinnovamento a sinistra costringerebbe anche la destra a fare una scelta di rottura invece che presentarci il Brunetta di turno; sia mai che sia la volta che i cittadini possono scegliere veramente fra più candidati e le liste civiche possano appoggiare uno o l’altro di questi senza dover rinnegare i propri ideali.

Scenario che mi piace decisamente di più, ma che non è così probabile si realizzi. Non vedo perché nel PD i dirigenti dovrebbero decidere di preparare la strada a chi di fatto li dovrà forzatamente mettere da parte; a meno che non ci sia qualcuno che da subito riesce a proporre con forza la strada delle primarie, che dimostri di avere una volontà di cambiamento rispetto ad un percorso che sembra già stabilito e la forza di imporlo. Un qualcuno che a questo punto diventerebbe già un potenziale candidato di successo.

Update – Vi è piaciuto questo post? bene! potete usarlo per accendere il caminetto.

Come può intuire anche il lettore meno arguto, l’avevo scritto prima che arrestassero Orsoni e venissero indagati, o sputtanati, tre quarti dei potenziali candidati Sindaco (o anche ex Sindaci) da Clini a Zoggia.

Oggi le primarie non sono più in discussione, invece la ricandidatura di Orsoni pare una fiaba di quelle un po’ horror. bene così, come si intuiva io ero un grande tifoso delle primrie. oltretutto il mio giudizio finale resta immutato, ci dovrà essere qualche personaggio “nuovo” (almeno relativamente nuovo) e incontaminato che riesca a prendersi la scena nel centro sinistra.

Per la destra rimane il vuoto assoluto, anzi si perdono due dei possibili candidati, almeno due di cui si era chiacchierato parecchio nel 2010 (Galan e Chisso).

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