Riscoprire l’acqua

Indovinate per chi ho scritto questo!

Nei miei ultimi post mi sto divertendo a parlare di visione futura, ma mi sembra doveroso ricordare che c’è anche un passato da conoscere e considerare sempre.

Non dimentichiamo che siamo una città d’acqua, e intendo Venezia, Mestre, Marghera, Fusina, San Giuliano. Corpi che a volte paiono estranei ma trovano un fortissimo legame proprio dall’affacciarsi sulla stessa laguna.

Ripensare Venezia non può prescindere dall’acqua e dalla gronda lagunare, in fondo la Barceloneta era forse più estranea rispetto al centro di Barcellona di quanto lo sia Marghera da Venezia, i docks di Londra erano una zona periferica e semiabbandonata.
Zone separate dal resto delle città nelle menti e anche nella raggiungibilità.

Dobbiamo iniziare a pensare alla gronda lagunare come al waterfront Veneziano, poi ci si possono mettere le navi da crociera, la diportistica, la zona by night, un acquario col delfinario, un parco acquatico, o magari anche delle spiagge. Non saranno le singole scelte a modificare la visione di insieme.

Oppure. Diamo la possibilità a un abitante di Zelarino o Favaro di raggiungere il lido in venti minuti con mezzi pubblici, e poi vediamo se la spiaggia dei mestrini resta Jesolo
La Laguna è il collante tra le diverse zone del territorio cittadino, bisogna tenerne sempre conto come risorsa ora dimenticata, mettere l’acqua al centro dei progetti futuri in modo da creare una identità comune ai cittadini.

Quell’identità che ora manca.

PS il tema città d’acqua è strettamente legato alla città metropolitana di cui parlava Colovini. Ci ritornerò.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *