strumenti internet per una politica partecipata

La partecipazione on-line
Il rapporto fra la politica  e la rete, in Italia, è ancora agli inizi. Oggi i partiti non sono molto diversi dalle nostre imprese, che in larga misura continuano immaginare un marketing unidirezionale (vetrine, commercio elettronico, pubblicità), invece che un mezzo di comunicazione bidirezionale.
Una delle innovazioni fondamentali che dovrebbe caratterizzare il Partito Democratico è, quindi, proprio il rapporto con la rete. Considerati il tasso di crescita degli utenti in rete, e la rapida evoluzione del modo con cui tali utenti fanno comunità, un uso consapevole e innovativo della rete può davvero contribuire a rendere concreta l’intenzione di fare un partito veramente democratico, in cui i cittadini elettori ed i militanti abbiano voce in capitolo.
Sempre più persone scelgono il web per le maggiori possibilità di interazione e di partecipazione che esso consente. Non ci sono vincoli spazio-temporali, si può intervenire in ogni momento da ogni luogo, la partecipazione non ha limiti orari o geografici e ciò consente a chiunque, in particolare a coloro che sono impossibilitati a dedicare una presenza “fisica”, di partecipare alla vita politica del proprio partito.
Tante persone e tante storie ritrovano su internet la “piazza perduta”, una moderna agorà in cui dar nuova linfa e stimolare il necessario confronto delle idee; il PD dovrà mostrare un atteggiamento diverso anche nella politica on-line, che coinvolge sempre più persone, soprattutto tra gli opinion leader.

Strumenti web
Tra gli strumenti web già sperimentati dai partiti italiani ricordiamo il sito internet, vetrina del partito; la newsletter, notiziario per posta elettronica che tiene informati sulle iniziative; il forum, luogo di discussione aperto tra militanti, simpatizzanti e cittadini.
Uno strumento relativamente nuovo, ma che si è rapidamente diffuso in Italia, è il blog. Diario personale di personaggi politici e semplici militanti, o diario di gruppo più simile ad una vera pubblicazione, il blog consente a chiunque di raccontare e commentare avvenimenti, esprimere idee ed opinioni, ma soprattutto permette ai visitatori di lasciare i propri commenti ed instaurare un dialogo con l’autore e gli altri frequentatori, non è ancora un rapporto paritario, visto che l’informazione è di tipo top-down.
Le risorse elencate in precedenza possono infatti essere orientate sia all’inclusione che alla selezione. Nel primo caso (inclusione) il partito coinvolge e include il cittadino, nel secondo caso (selezione) invece, il cittadino utilizza il servizio per osservare e capire meglio il partito e i suoi meccanismi.
Malgrado questi primi passi, l’uso degli strumenti web in politica è un territorio solo parzialmente esplorato, dalle possibilità infinite. Non ci si può limitare ad aspettare, bisogna darsi da fare. Alcuni esempi di sperimentazione delle novità sono:
L’uso dei wiki, che permette – come nella wikipedia – di sfruttare l’intelligenza collettiva della rete del Partito Democratico per elaborare proposte. Il primo tentativo è stato fatto da iMille (www.imille.org,), ed altri esperimenti, www.wikidemocratico.net, www.wikidemocracy.org, stanno seguendo .
Demagora (www.demagora.com), tentativo di creare una piattaforma specifica per prendere decisioni all’interno di comunità. Dimostra che esiste già un’attenzione a questi temi. Si tratta però di una soluzione molto limitata.
Nel medio/lungo periodo il Partito Democratico può puntare ancora più in alto. Applicando le idee dei siti che favoriscono la creazione di social network (reti sociali su internet, come myspace, facebook etc.) al mondo della politica.
Il Partito Democratico dimostrerà di essere ancora più vicino ai problemi dei cittadini e, soprattutto, di voler favorire un processo trasparente e democratico, pur senza cercare di inseguire illusioni di democrazia diretta che solitamente deludono le speranze dei cittadini.

Linguaggi
Su internet c’è l’opinione pubblica, la società civile. E ci sarà sempre di più.  La rete è fatta di persone che incontrano altre persone, che dibattono sul web ma che anche nella vita di tutti i giorni parlano con altre persone, altri elettori. Internet è destinato a diventare diventato il medium dominante perché fa quello che gli altri media non hanno mai fatto: consente di stabilire relazioni, organizzare gruppi e di passare all’azione. La differenza di metodo, nella comunicazione che diventa conversazione, è proprio qui.
Su internet si può parlare a persone differenti con linguaggi differenti. Non bisogna tagliare un messaggio indifferenziato ma si può riformulare lo stesso messaggio per pubblici differenti. C’è la possibilità di conoscer il punto di vista e le sue esigenze di ogni navigatore che entra in contatto.
Per “essere in rete” è fondamentale  pensare digitale, conoscere e utilizzare usare gli strumenti adatti ad ogni singolo obiettivo. L’unica barriera all’accesso è la conoscenza tecnologica, ma il costo per superarla è irrisorio rispetto ai benefici. Gli elettori, decisi e potenziali, si possono raggiungere e si può comunicare con loro. Una comunicazione alla pari, dove entrambe le parti ottengono un vantaggio, il classico gioco win win.
Internet è cresciuta e si è sviluppata facendo prevalere sempre le azioni che producevano valore condiviso, dove chi comunica ottiene riconoscibilità e consenso e chi ascolta o interroga ottiene le informazioni desideraste.

Case History – Circolo barack Obama
www.pdobama.net
E’ stato il primo circolo online del PD, e ad un mese dall’apertura ha attirato attenzione e adesioni in modo, forse, inaspettato; adesso conta 800 aderenti di cui oltre 500 iscritti anche al social network. Di questi molti sono arrivati attratti dalla curiosità, ma il coinvolgimento è stato elevato fin dall’inizio ed è crescente.
Gopo un solo mese di vita il circolo ha aperto un proprio blog ed ha contribuito all’ideazione e realizzazione de “la 111ma provincia” tappa del tour delle provincie di Veltroni in cui il candidato visita la non-provincia, internet.

Case History – 40xVenezia
Nel novembre 2007 a Venezia è nato un movimento di quarantenni www.40xvenezia.org basato sia sull’identità generazionale, sia su un obiettivo condiviso di  contribuire a migliorare la vivibilità della città.
Il movimento, grazie all’uso di un social network su internet, è passato dai 20 iscritti iniziali ai 900 di oggi, e ha già avuto articoli su la Stampa e il Financial Times e servizi su tg4 e Rai International, proprio grazie a questa crescita vertiginosa che ha attirato l’attenzione dei media. Attualmente è il social network più frequentato d’Europa fra quelli costruiti su piattaforma dedicata.

Case History – Forum del PD
I forum del PD: è impossibile seguire una discussione o provare a renderla concreta.
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=44616
non è un vero e proprio forum, è basato sulla piattaforma blog “il canocchiale” e in quanto tale risulta inadatto a discussioni complesse. Il PD, e DOL, hanno sbagliato approccio in questi forum. Una bella idea, che per ora è sottoutilizzata.

Case History – Portale del PD di Bologna
www.pdbologna.org  – costruito con Joomla Community Builder
Idea di base ottima, costruire un portale che integri sito istituzionale, blog e social network del PD provinciale di Bologna. Per ora la possibilità di interazione è molto bassa e macchinosa, e vi sono poche discussioni nei forum per via di un ambiente, al momento, ancora user unfriendly.
Aspettiamo di vedere le prossime modifiche che arriveranno prime di dare un giudizio.

Creare community
Non è facile creare una “community” fra centinaia di sconosciuti. ognuno di questi ha una storia personale e delle motivazioni completamente diverse. Non è facile individuare una vera identità di gruppo. Risulta fondamentale proporre un obiettivo condiviso iniziale, che avvicini i partecipanti e permetta di sviluppare la conoscenza reciproca e ad ambientarsi in un nuovo non-luogo di ritrovo, così diverso dai circoli tradizionali.
Una community basata su internet serve per mettere in contatto persone con obiettivi comuni, alternando momenti sociali e di dibattito a  proposte più operative
Tutti possono avere un ruolo sia nelle decisioni sui temi sia nelle scelte delle persone. almeno in linea teorica. Come poter favorire, gestendola al meglio, questa partecipazione attiva e diretta degli iscritti, come regolamentarla, in modo leggero, in modo da non lasciar prevalere una tendenza anarchica ma senza ostacolare questo embrione di “democrazia diretta”.

Quali strumenti per un social network politico
le necessità sono:
socializzazione (sullo stile di facebook o myspace);
discussione (come in un forum tradizionale);
esclusività sia degli accessi sia delle iscrizioni,
moderazione di iscrizioni e materiale inserito;
personalizzazione – implementando nuovi strumenti e nuovi schemi di navigazione;
possibilità di creare sottoinsiemi, sia come gruppi di lavoro sia come forum tematici;
condivisione di documenti e materiali
finestra verso l’esterno.
Tutto questo possibilmente in un luogo unico e comune, che non costringa l’utente a registrarsi a strumenti diversi, e ad abituarsi a siti con metodi d’uso, e anche grafica, diversi.  Si rischia di disorientare la fascia più interessante da raggiungere, quella degli utenti non esperti.
La soluzione ideale è costruire un social network dove si possono creare gruppi di discussione, forum, mettere foto e video, scambiarsi messaggi privati.

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