Vaporetto dell’arte. Vera gloria?

Nei giorni scorsi sono usciti i primi dati economici sul tanto chiacchierato vaporetto dell’arte. Bene, secondo ACTV da quando è partito al 30 settembre sono stati incassati 500 mila euro, e si prevedere di arrivare a 700 per la fine dell’anno. Sempre secondo ACTV tale cifra consente di raggiungere il pareggio; concludono dicendo che l’esperimento è stato un successo.
Bene, non voglio entrare nel merito delle dichiarazioni, prediamole per buone.

Aver raggiunto il pareggio il primo anno è positivo? Se si fosse trattato di un investitore privato direi di si, soprattutto se si registra un trend in crescita che lasci sperare di migliorare l’anno prossimo; ma un privato avrebbe anche dovuto comprare i vaporetti, creare una struttura amministrativa, affidarsi ad una rete di vendita dei biglietti, pagare la pubblicità nei pontili. ACTV ha conteggiato tutti questi costi? Non si sa, nelle dichiarazioni non ho letto nulla e non ho trovato tracce sul sito. E sì che tale informazione è fondamentale, perché a seconda del criterio usato per calcolare i costi cambia radicalmente il risultato.
Altra cosa non proprio da sottovalutare. È stato calcolato il minor incasso per le altre linee? Chi ha preso il vaporetto dell’arte ha evitato di pagare 7 euro per i vaporetti normali.

Ma prendiamo sempre per buone le dichiarazioni ufficiali e facciamo finta che il pareggio sia reale; possiamo noi proprietari di ACTV (sì, perché ACTV è anche mia e tua come cittadini) essere soddisfatti? Cosa ci aspettiamo noi dall’azienda pubblica di trasporto?
Non certo che faccia operazioni in pareggio a favore dei turisti.

Obiettivo del vaporetto dell’arte era anche, o soprattutto, decongestionare le linee usate anche dai cittadini, e questo obiettivo è clamorosamente fallito. I turisti che hanno scelto la linea dedicata sono stati poche centinaia al giorno, e onestamente sull’1 non si è notata la loro mancanza.

Stuco e pitura

Rieccomi su LuminosiGiorni

Foto: Ksushetta
Foto: Ksushetta

Nei giorni scorsi è partita la tanto sbandierata “rivoluzione” dei trasporti veneziani. L’ACTV ha presentato i cambiamenti con grande enfasi, prospettando decisi miglioramenti per noi utenti.

Ma in cosa consiste questa rivoluzione? Stringendo molto, nel cambio di numerazione delle linee di navigazione e in una diversa gestione degli accessi ad alcuni pontili. Novità forse positive, forse. Ma non certo rivoluzionarie.

Per quanto riguarda la navigazione non si ricorda a memoria d’uomo una vera novità che abbia portato un diverso approccio nei confronti dei bisogni dei cittadini. Anzi, una ci sarebbe anche stata, ma ha avuto vita breve. Intendo la nascita della linea 61/62 come collegamento veloce fra il Lido e piazzale Roma; idea intelligente ma rapidamente snaturata dall’aggiunta di fermate inizialmente non previste, ultima la pressoché inutilizzata Santo Spirito. Fermate che l’hanno resa più lenta del 51/52.

Quello della velocità degli spostamenti dovrebbe essere un punto fondamentale nelle politiche dell’ACTV, considerato il numero sempre maggiore di posti di lavoro che si spostano in terraferma.

L’altro grande problema che l’ACTV non si decide ad affrontare è quello della certezza della mobilità; l’articolo 16 della Costituzione recita che lo Stato garantisce che i cittadini possono «circolare liberamente in qualsiasi parte del territorio italiano», cosa che purtroppo i vaporetti non garantiscono, soprattutto nei confronti dei più deboli. Troppe volte si vedono disabili o bimbi in carrozzina restare a terra perché i vaporetti sono affollati all’inverosimile.

Per affrontare e risolvere questi due problemi non è sufficiente chiamare trasformare il 51 in 5.1 o il DM in 3. Si dovrebbe cancellare l’attuale pianificazione e ripensarla da zero, invece qui funziona la logica degli aggiustamenti all’esistente. Come si dice “stuco e pitura fa bea figura”; ma qui gli strati di stucco si stanno sommando da decenni e non riescono più a nascondere i problemi.

Le variazioni attuali sembrano più una mossa per far vedere che il cambiamento è in atto e che il riassetto in ambito societario sta dando i suoi frutti; ma per ora non sembrano frutti che portano benefici a noi cittadini.

Non c’è spazio per entrare nel merito di tutte le esigenze urgenti. Ma almeno una mi preme sottolinearla, visto che in questi giorni è un argomento molto caldo. È fondamentale, e non rinviabile, mettere mano ai collegamenti sia per l’ospedale all’Angelo sia per il Civile ci sono enormi problemi di raggiungibilità, e qui si ostacola anche il diritto alla Sanità.