errata corrige

ieri avevo scritto “13mila votanti, pochi rispetto ai 25mila annunciati nei giorni scorsi, e pochi anche rispetto ai 18 mila che erano andati a votare per le primarie di ottobre”

lette le dichiarazioni dei maggiori esponenti del PD veneziano, prendo atto di non avere capito nulla e mi scuso con i lettori. in effetti non avevo tenuto conto del freddo polare, la benzina finita, le gomma a terra, i soldi per prendere il taxi, i funerali delle madri, le cavallette!

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la sostenibile leggerezza del cemento

mentre tutti i politici si riempiono la bocca di sostenibilità e green economy, assisto impotente all’ennesimo esempio di quanto i fatti siano in contrasto dalle parole.

il cosiddetto quadrante di tessera è un’operazione che parte da lontano, già nel 2000 era stata fatta una convenzione tra comune e marco polo srl per il nuovo stadio e infrastrutture di servizio; nell’ottobre 2004 con una variante parziale al PRG di terraferma erano state previste “la modifica della localizzazione del nuovo stadio per il gioco del calcio di Venezia e l’insediamento della nuova sede di terraferma del casinò e del centro polifunzionale ad essa connesso” collegate ad “un progetto di sviluppo urbanistico incentrato sulla realizzazione delle strutture del casinò e del nuovo stadio”, per un totale di 600 mila metri cubi di nuova edificazione.

ma non era abbastanza. Continua a leggere la sostenibile leggerezza del cemento

la resa

Cacciari ha fatto l’ultimo passo verso la definitiva resa culturale nei confronti della lega.

l’ordinanza che blocca la concessione di licenze ai venditori di kebab a Venezia, è un’operazione assolutamente inutile per il contrasto del degrado della città; ma è un chiaro segnale che anche il filosofo massimo è stato conquistato da quello che è ormai il pensiero dominante. la colpa è sempre e comunque dello straniero, il mantenimento del decoro passa attraverso l’estromissione del diverso, e via discorrendo.

come si può puntare il dito contro i kebabbari, in una città dove il mordi e fuggi è la cultura dominante? Continua a leggere la resa

decoubertianiani?

pierre_de_coubertinBene.

Ormai l’annuncio di Cacciari e Galan della candidatura di Venezia per le olimpiadi del 2020 è cosa ampiamente digerita. Lì per lì ha sorpreso i più; e ammetto che neanche io me l’aspettavo una uscita così tempestiva; dichiararlo appena proclamata la sede del 2016 ha dimostrato un indubbio tempismo. Chapeau!

A un mese di distanza, sono sfumate anche le polemiche sul, ridicolo, balletto di pretendenti italiane: Roma , Palermo , Bari.

Adesso inizia la lunga attesa; il nome della città candidata (una sola) si saprà solo dopo marzo 2010, dopo le elezioni amministrative. Quello che sappiamo per certo già oggi è che le prossime (nel 2012) si svolgeranno a Londra, e quindi in Europa. E che per il 2020 si profila una candidatura asiatica di indubbio fascino e prevedibile forza, Hiroshima/Nagasaki. Continua a leggere decoubertianiani?

Casinò, che fare?

venetianmacao

Non è un periodo economicamente fortunato per il paese, ma il settore del gioco è uno dei pochi che non ne sta risentendo. Nomisma* ha dedicato il suo quaderno dell’economia di aprile ad una attenta analisi sul gioco in Italia, dove evidenzia che nel 2008 la raccolta totale dei giochi legali è stata pari al 3% del PIL – 47,5 miliardi di euro – con un aumento rispetto al 2007 del 12,6%.

Il 2009 prosegue questo andamento positivo e le stime per quest’anno – 53,8 miliardi – sono di ulteriore crescita del settore, nonostante la crisi. Probabilmente si dovrebbe dire grazie alla crisi, perchè come ricordava a ottobre 2008 il presidente del Casinò di Venezia, Pizzigati, “Nelle crisi economiche si taglia il voluttuario però c’è sempre l’inseguimento del sogno». Dichiarazione perfettamente condivisibile, ma che non vale per il Casinò di Venezia; in questo caso la crisi ha portato una diminuzione degli introiti nonostante l’aumento degli ingressi, conseguenza di una minore spesa “pro-capite” dei clienti. Continua a leggere Casinò, che fare?

Compatibilità

625brunettaPare che fare il Ministro e il Sindaco di un Comune centinaia di migliaia di abitanti, problemi irrisolti che si accumulano da decenni, visibilità internazionale quotidiana, ecc, non sia incompatibile.

Pare anche che il Ministro più popolare d’Italia, lo sia in tutta Italia tranne nella sua città natale.

Chissà perchè ha lanciato la sua candidatura un anno prima, ci prende in giro o vuole abituarci all’idea?