Il FUS per il cinema. Opportunità o spreco?

Foto di m4tik

Un altro articolo sul cinema che ho scritto per iMilleMag.

Il FUS per il settore cinematografico è spesso al centro di polemiche che spaziano dai tagli che subisce ai beneficiari dei contributi. Poco importa di quali cifre si parli o di come vengano spese, meglio parlare di quella volta che venne finanziato “mutande pazze” o del premio per gli incassi a “Vacanze sul Nilo”.

Proviamo a leggere la relazione del MiBAC (Ministero dei Beni Artistici e Culturali) per il 2008. Curiosamente quella per il 2009 non è ancora pubblicata sul sito, e comunque riguarderebbe film in gran parte ancora non usciti in sala.

Prima cosa che colpisce è che si parla in totale di 91 milioni di euro, non una cifra che faccia impennare il debito pubblico. E comunque scordatevela tanto si è dimezzata. Continua a leggere Il FUS per il cinema. Opportunità o spreco?

Perché il cinema italiano fa schifo. La politica.

Foto di Peter E. Lee


Posto anche qui il mio primo articolo per iMilleMag, lì l’hanno titolato Cinema italiano. I ritardi della politica. Molto correct.

Tax credit e Tax Shelter cinematografici: un caso di buona politica, in cui si porta innovazione in maniera bipartisan, ma con i consueti risvolti negativi che non ci facciamo mai mancare.

Tax Credit e Tax Shelter hanno seguito un curioso cammino legislativo, e potrebbero essere un caso di buona politica bipartisan. Basti dire che fra i maggiori sponsor ci sono stati da una parte Rutelli e Bordon e dall’altra Carlucci e Barbareschi (!).

Le norme sono state introdotte nella finanziaria 2008 [1] dal Governo Prodi, ma erano già previste dell’articolo 1, comma 338 , della legge 244/2007 del precedente Governo Berlusconi. I decreti attuativi [2] sono arrivati nel luglio 2009, dopo il nuovo cambio di governo, e dopo che in un primo momento avevano subito il tipico taglio di Tremonti al Ministero di Bondi. Continua a leggere Perché il cinema italiano fa schifo. La politica.

cinecittà a Marghera?

E’ stata finalmente approvata la legge regionale sul cinema, non so come sia la versione definitiva, ma dall’articolo mi pare che non siano riusciti a prendere una decisione su queale modello seguire.

Quello friulano, in cui si incentivano economicamente le produzioni a girare in terra friulana, in modo da creare lavoro direttamente nel cinema e indirettamente con l’ospitalità delle troupe, con una interessante aggiunta di promozione gratuita del territorio. Oppure quello piemontese, che ha deciso di creare le infrastrutture e i servizi, investendo denaro pubblico nella creazione di grandi studios e di società di servizi cinmatografici.

Certo che per perseguire questa seconda possibilità le cifre stanziate sono decisamente insufficienti, oltre ad arrivare in ritardo rispetto a Torino, e anche Milano, dove gli studi per cinema e TV sono attivi ormai da anni. Le cifre stanziate sono simili a quelle che il friuli destina al solo finanziamento delle produzioni.

Mi pare un classico caso di “capre e cavoli”…

Venezia, città di cinema

Un mio articolo pubblicato da “il gazzettino” il 10 settembre 2008.

L’INTERVENTO

C’è anche il cinema per il rilancio culturale di Venezia

di Lucio Scarpa*

Anche quest’anno la Mostra del Cinema ha riempito la fine dell’estate veneziana e i notiziari di tutto il mondo. Da sempre, a Venezia, vengono girati film importanti. Anche senza tornare a Visconti, pensiamo al successo che ha avuto un piccolo film come “Pane e tulipani” e pensiamo a quanta parte di questo successo è dovuta all’ineguagliabile scenario offerto da Venezia. Questo valore aggiunto fa si che la città sia una location usata per grandi produzioni nazionali ed internazionali, come 007 e Indiana Jones, e non solo cinematografiche, visto che anche Beautiful ha fatto tappa qui. Continua a leggere Venezia, città di cinema