Un assordante silenzio

chia-nuvola

Alla fine si è dimesso.

Probabilmente era inevitabile ma resta un enorme un peccato.

Dispiace vedere che uno dei nostri migliori amministratori non sia riuscito a completare il proprio mandato a causa principalmente, ma non solo, dei dissidi interni.

La cosa che mi da maggior dispiacere è vedere come le sue dimissioni siano passate inosservate. Un gesto di rara coerenze nel panorama politico italiano, avrebbe meritato maggior risonanza. Mi sarei aspettato interventi pubblici per farlo desistere, e, soprattutto, per costruire le condizioni che potessero convincerlo a continuare.

Me lo sarei aspettato da parte dei nostri dirigenti, e da parte di tutti noi democratici; ma eravamo troppo presi ad analizzare gli interventi della Direzione Nazionale per accrogerci che si scivolava in silenzio verso la fine di una esperienza di governo che tanto ha dato alla Sardegna.

Invece le mosse arrivano in ritardo, il PD sardo viene commissariato, per le dimissioni della Coordinatrice Francesca Barracciu. Per seguire il percorso elettorale è stato scelto Achille Passoni, uomo di grande esperienza e di notevole polso. Non è tardi però per impostare la prossima campagna elettorale nel modo migliore, a cominciare dalla coesione del partito e dalla scelta dei candidati.

Le elezioni sono vicinissime e sarebbe un peccato enorme se gli sforzi fatti in questi anni andassero perduti.

Soru ha iniziato un percorso che merita di essere continuato; un percorso che sta portando la Sardegna ad essere una regione moderna, addirittura all’avanguardia per quel che riguarda tecnologia e innovazione. Oggi il futuro dell’isola non è più solo nella cementificazione selvaggia, con tutte le difficoltà che questo comporta.

L’economia locale viveva da anni nella costruzione di case e villette che vengono occupate, se va bene, un mese l’anno. Puntare sulla tutela dell’ambiente è una scelta impopolare ma lungimirante, investire in altri settori dimostra una visione che pochi politici hanno, una visione che merita di governare anche per i prossimi cinque anni.

Recuperiamo il tempo perduto, iniziamo a parlarne adesso.

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